Comunità montana senza stipendi

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La clamorosa azione di protesta del 15 giugno scorso non ha avuto gli effetti sperati. Quel giorno Loris Talone (presidente della XVIII Comunità Montana) e alcuni suoi colleghi si incatenarono sotto la sede della Giunta regionale per protestare contro la mancata erogazione dei fondi che avrebbe garantito il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Una delegazione fu ricevuta dalla presidente Renata Polverini che promise di mettere a disposizione i fondi per i pagamenti per tutto il 2012. A tre mesi di distanza la situazione, evidentemente, non è cambiata.

A denunciarlo sono gli assessori della Comunità Montana dei Monti Lepini Giordano Scursatone e Cesare Ferretti che in una nota congiunta sottolineano la drammaticità della situazione. «Ancora una volta – spiegano gli assessori – siamo costretti a criticare duramente l’operato della Regione. Nei mesi scorsi c’era stato promesso che i primi giorni dei mesi a seguire sarebbero arrivati i fondi almeno per il pagamento degli stipendi dei dipendenti del nostro ente. Invece, fino ad oggi (ieri, ndr) ancora non si hanno notizie sull’erogazione di questi fondi e la situazione si fa sempre più drammatica».

Scursatone e Ferretti ricordano che i dipendenti della Comunità Montana dei Monti Lepini sono da oltre quaranta giorni senza stipendio e che «non si trova la strada per uscire da questa fase di stallo. C’è sempre stato detto – continuano i due assessori – che fino a fine anno non ci sarebbe stati problemi per il mantenimento della normale attività amministrativa e nel cercare di tutelare, almeno, il lavoro dei dipendenti. Invece, ancora una volta siamo costretti a mandare segnali forti verso i vertici regionali. Occorrono urgentemente segnali da parte di una politica seria e responsabile». Insomma, dopo la “tregua estiva”, la questione bollente dei fondi regionali da girare alle Comunità Montane torna fortissimamente d'attualità.

Un'altra Comunità Montana, quella dei Castelli Romani, è invece concentrata in questi giorni con una nuova fase del lavoro di ricerca archeologica della Scuola Spagnola di Storia e Archeologia, da anni impegnata nel Progetto Tusculum per il recupero e la valorizzazione della città antica (romana e medievale). Lo scorso lunedì sono state eseguite le riprese aeree dell’area archeologica attraverso un piccolo velivolo radiocomandato drone, realizzate dall’equipe del professore Gian Gabriele Ori dell’istituto di ricerca “International Research School of Planetary Science” dell’università “D’Annunzio” di Pescara. Grazie alle tecnologie utilizzate dalla ricerca spaziale sarà possibile acquisire una mappatura tridimensionale dell’intero sito e, al contempo, realizzare un censimento completo delle emergenze archeologiche dell’area monumentale e della rocca.

Tiziano Pompili