Il minisindaco Caradonna si è dimesso

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Il presidente del Municipio V Ivano Caradonna ha rassegnato le proprie dimissioni. Si è conclusa così dunque la giornata che avrebbe dovuto fare chiarezza sulle sorti del mini-esecutivo del Tiburtino.

Venerdì mattina il Consiglio del Municipio V si era riunito per discutere la mozione di sfiducia presentata prima dell’estate dall’opposizione, ma ancor prima di iniziare la discussione, Caradonna ha reso note le proprie intenzioni: lasciar proseguire i lavori e dimettersi a fine seduta, indipendentemente dal risultato della votazione. Per la cronaca, l’esito dello scrutinio è stato di dieci voti di sfiducia (Pdl, Udc e La Destra), cinque voti di fiducia (Idv, Api e alcuni consiglieri Pd) e sei astenuti (tra cui Sel e i rimanenti consiglieri democratici). Un risultato che avrebbe salvato il presidente Caradonna ma che certifica comunque la fine della maggioranza.

Pur non volendo dare seguito a una richiesta dell’opposizione infatti, i partiti del centrosinistra hanno decretato, dopo quattro anni in cui il presidente ha cambiato ben tre giunte e la presidenza dell’Aula è passata all’opposizione, che Caradonna non gode più della fiducia del Consiglio. Ora tutto torna nelle loro mani. A norma di regolamento infatti, il presidente può revocare le dimissioni, se i partiti riusciranno a trovare un nuovo accordo, entro venti giorni. In caso contrario, il Municipio verrà commissariato dal Comune fino alle prossime e imminenti elezioni di primavera.

Sul versante opposto, canta vittoria l’opposizione. «Concediamo l’onore delle armi al presidente – commenta il capogruppo Pdl Giovanni Ottaviano – ma da oggi è finita l’egemonia del centrosinistra in V Municipio».

Secco invece il commiato di Caradonna: «La sfiducia non è passata, ma nella maggioranza non c’è stata unità d’intenti nel respingerla. Ora ci rimangono venti giorni di tempo tuttavia, in mancanza di un ritrovato sentire comune, posso dire che la mia esperienza come presidente di questo Municipio è conclusa ». «Mi auguro – ha aggiunto – che i partiti di governo facciano chiarezza e scelgano per la convergenza. È necessario infatti che a Roma e in questo Municipio il centrosinistra sia il governo di oggi e quello di domani».

In entrambi gli schieramenti comunque, si guarda già al futuro e, tanto a destra quanto a sinistra, saranno le primarie di Municipio a scegliere i candidati per il 2013.

Vincenzo Nastasi