Strisce blu e abusivi: la sosta (nevrotica) dell’automobilista

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Parchimetri introvabili, società private che si spartiscono le aree e parcheggiatori abusivi: sulle strisce blu della capitale regna il disappunto. In qualsiasi municipio di Roma infatti si registrano disagi e districarsi tra i gestori dei parcheggi (Atac, società private e parcheggiatori abusivi) diventa sempre più difficile. In zona piazzale Clodio, fallisce in pieno l'esperimento “strisce blu contro l'abusivismo”.

Nell'aprile scorso erano stati introdotti 251 posti auto dipinti di blu, con l'obiettivo di debellare la piaga dei parcheggiatori abusivi. Il risultato però non è stato quello atteso: le strisce blu sono praticamente deserte mentre gli abusivi continuano a lavorare come prima. «D'altronde – dice Marco, che lavora in un ufficio in zona – quando con un paio di euro lasci la macchina per l'intera giornata, il risparmio rispetto ai quattro euro della sosta da otto ore si sente». Nella stessa area a tariffazione poi, c’è chi parcheggia senza pagare: file di macchine posteggiate lungo il ciglio della strada e addirittura in prossimità di un’area sottoposta a sgombero, per la quale il divieto è ben evidente.

Pochi chilometri più avanti zona Stadio Olimpico, ricomincia il campionato di calcio ma la storia non cambia. Ogni domenica l'obolo al parcheggiatore abusivo è inevitabile. «Non capiamo – dicono due tifosi della Roma – come tutti questi vigili urbani, talvolta impegnati in improbabili azioni di smistamento del traffico, permettano che si lasci la mancia ai parcheggiatori abusivi anche per le strisce blu che di domenica sono gratuite». Pochi metri più avanti, Giorgia, una steward che lavora all'interno dello stadio, scende dalla macchina e lascia un euro a un altro parcheggiatore per «andare a lavorare tranquilla». Spostandoci sul versante sud di Roma invece, emergono i problemi legati all'esternalizzazione. Per la maggior parte delle strisce blu infatti, nell'intero Comune di Roma, è competente l'Agenzia per la mobilità, anche se in alcuni casi, come Ostia e via Cristoforo Colombo, in alcune zone entrano in gioco alcune ditte private. Sull'arteria che porta al mare, sorgono due grandi aree di parcheggio private ma la peculiarità della zona è la confusione.

«A volte – dice la signora Maria, che spesso per lavoro è costretta a parcheggiare in zona – non capisco a quale delle due società debba pagare la sosta e neanche i responsabili sono chiari». Sempre più spesso dunque si paga alla società sbagliata e l'altra pretende un nuovo balzello. Una di queste ditte infatti gestisce una fila di parcheggi su strada ma è praticamente impossibile trovare il vigilante per pagare la sosta al punto che, neanche la concorrenza sembra saperne nulla.

“Alcuni non le pagano – dicono dalla guardiola dell’altra società – ma, se passano i controlli, fanno la multa”. A Ostia invece, è da poco terminata, non senza conseguenze, la calda estate delle strisce blu sul lungomare. Nell'aprile scorso, il Municipio XIII aveva stabilito di affidarle a ditte private. La decisione, bloccata dal Consiglio ma approvata subito dopo in Giunta, aveva però registrato la contrarietà di alcuni esponenti del mini-esecutivo e dei gestori degli stabilimenti balneari tanto che, dopo varie vicissitudini, il progetto è naufragato.

Durante l'estate infatti, la sosta è tornata libera, anche perché molti degli impiegati delle società che la gestivano, sono stati aggrediti dai bagnanti, più propensi a lasciare mance ai parcheggiatori abusivi che alle società private. Ora però la questione finirà in tribunale. Dopo il ritiro della decisione infatti, il Municipio e le società private hanno deciso che il rimborso delle spese anticipate dalla Pubblica Amministrazione per dipingere le strisce non sarà erogato.

Vincenzo Nastasi