Falsario truffava suore e sacerdoti

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Due denunce sporte ai carabinieri di Ciampino nello stesso giorno da una suora e da un sacerdote che avevano entrambi ricevuto in cambio di soldi veri 18 banconote da 100 euro false.

Nel primo caso l’uomo, un 50enne di Roma pregiudicato, si è recato presso la scuola privata in via di Marino a Ciampino, gestita dalle suore chiedendo di poter parlare con la direttrice perché intenzionato ad iscrivere la nipotina all’asilo. Dopo un colloquio con la religiosa sull’offerta formativa dell’istituto l’uomo, dai modi affabili e gentili, si è detto convinto ad iscrivere la piccola e ha insistito, nonostante la direttrice avesse replicato che non ce ne fosse bisogno, a lasciare 100euro come acconto. A quel punto, carpita ormai la fiducia della vittima, è scattata la truffa: l’uomo, presentatosi come un negoziante, ha chiesto la cortesia alla suora di cambiargli del denaro che aveva con se e che non aveva fatto in tempo a portare in banca, 900 euro in banconote da 100, rivelatesi essere tutte false.

Stessa procedura nel secondo caso, questa volta a farne le spese è stato il parroco della chiesa che l’uomo ha contattato con la scusa questa volta di dover celebrare una messa funebre. Anche in questo caso il truffatore ha dato al sacerdote una banconota da 100 euro, questa volta come offerta per la messa, e poi la solita richiesta di cambiare altre 900 euro ovviamente false.

Raccolte le denunce i carabinieri della Tenenza hanno dato il via alle indagini avvalendosi della collaborazione dei colleghi del Comando carabinieri Antifalsificazione Monetaria, speciale reparto dell’Arma con competenza nazionale, costituito fin dal 1992 allo specifico scopo di condurre articolate indagini sul falso nummario e reprimere i traffici di banconote false anche connessi all’attività della criminalità organizzata.

Proprio grazie al patrimonio info investigativo accumulato dall’Arma in tutti questi anni nello specifico settore, è stato possibile restringere il campo di indagine ad una manciata di nomi di noti trafficanti e mostrare così delle foto segnaletiche alle vittime che hanno immediatamente riconosciuto il loro tuffatore. Raccolti così sufficienti indizi di colpevolezza, la procura della Repubblica ha chiesto ed ottenuto dal G.I.P. un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’uomo, per il reato di truffa e spendita di banconote false. L’occasione è propizia per rinnovare l’appello ai cittadini a prestare la massima attenzione alle banconote che ricevono specialmente dagli sconosciuti, ricordando tutte le accortezze per riconoscere i soldi falsi disponibili sul sito web www.carabinieri.it, nella sezione “cittadino-consigli”.