Gas dai tombini, massima allerta

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Una convenzione tra il Comune di Guidonia e l’I.N.G.V. (l’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia) per monitorare e approfondire il fenomeno dei gas endogeni e nocivi (anidride carbonica e acido solfidrico), riscontrati in quantità anomala in via Lamarmora a Villanova. E’ quanto emerso ieri mattina nel corso della conferenza tecnica indetta urgentemente dal sindaco Eligio Rubeis per affrontare il problema.

Alla riunione c’erano rappresentanti della Regione Lazio, nei dipartimenti di Tutela del suolo e protezione civile, il comando provinciale dei vigili del fuoco, l’Arpa, una rappresentanza del Consorzio idrico che lega le attività estrattive, la Asl RmG, l’I.N.G.V. e i Settori Vigili Urbani, Attività produttive e Ambiente del Comune di Guidonia. Nel corso dell’incontro è venuta fuori la necessità di un intervento mirato, dopo una acquisizione completa e esaustiva dei dati già segnalati dall’Istituto e relativi appunto ad una presenza oltre la soglia di sicurezza dei gas naturali, ma altamente nocivi per la salute umana. Il sindaco, assicurano del Municipio guidoniano, appronterà da subito alcuni provvedimenti urgenti, tra questi, una ordinanza inibitoria intorno all’area dei tombini incriminati.

Il professor Franco Barberi, anch’egli presente alla conferenza in rappresentanza dell’Università Roma Tre, ha reputato necessario attivare fin da oggi delle misurazioni ulteriori intorno ai canali di convogliamento delle acque sulfuree provenienti dalle cave. Su sollecitazione dell’amministrazione comunale inoltre l’I.N.G.V. inizierà, sempre da oggi, ulteriori misurazioni. «In virtù della conferenza tecnica ho allertato tutte le strutture della amministrazione comunale, provinciale e regionale, perché questi problemi, probabilmente non nuovi, siano finalmente gestiti per essere avviati a soluzione – ha detto il sindaco Rubeis – il Consorzio di smaltimento acque da cava, che fa riferimento alle attività estrattive, mi dicono si sia impegnato in sede conferenziale ad intervenire tem pestivamente sulle feritoie incriminate per una loro messa in sicurezza e a fornire all’ I.N.G.V. una mappatura del reticolato idrico, interventi finalizzati ad interventi di ripristino dell’area».

Quello di via Lamarmora a Villanova sarebbe un fenomeno legato allo smaltimento dell’acqua sulfurea all’interno del reticolato idrico delle cave, in questo caso in un tratto interrato. L’area in questione, stando almeno ai due sopralluoghi effettuati dagli uffici comunali, Lavori pubblici e vigili urbani, sarebbe riconducibile al Consorzio che lega le attività estrattive, ma essa, come specifica l’Istituto, è “ubicata in un centro abitato”. Le rilevazioni, nel dettaglio, hanno determinato una emissione elevata “di gas nocivi dai tombini” (chiusini), feritoie aperte sulla condotta che convoglia le acque di emungimento delle cave al fiume Aniene.

Adriana Aniballi