«Non posso abitare nella mia casa»

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L’acquisto di una casa per Carmine D’Anzica e la sua famiglia è diventato un incubo. Carmine guarda una foto del 2006: c’è lui a terra, vicino a una gru. La casa acquistata appena un anno prima in via Liberti, nel piano di zona Castelverde B4, sta nascendo. ‹‹Ero contentissimo: oggi, a sei anni di distanza, mi rivedo e ho un’altra faccia, altri occhi, questa storia della casa mi ha dato una brutta botta. Allora ero fiducioso, adesso prima di fare una cosa ci penso e ci ripenso. Prima Roma era la città in cui investire, la capitale, oggi è il luogo in cui la mia voce si perde››.

Carmine ha comprato casa (e ha quasi finito di pagarla) su un terreno privato che ancora oggi non si riesce ad espropriare. E’ venuto a Roma dalla Campania per studiare, poi ha trovato moglie e lavoro e ha deciso di rimanerci. ‹‹Non avevamo molti soldi e abbiamo preso casa in periferia: era un piano di zona programmato dal Comune, ci siamo fidati››.

Nel 2008 la casa è pronta, ma nasce in mezzo al nulla, ed è allora che Carmine e la moglie Cristina iniziano a preoccuparsi. Sta per iniziare un lungo calvario fatto di riunioni, promesse non mantenute e tempo sottratto al lavoro: ‹‹Ci facevano sempre credere che ce l’avrebbero data al più presto, – spiega Carmine – tanto che io e mia moglie già pensavamo a come ammobiliarla››. Arriva il 2010, nasce la figlia Chiara e Carmine prende casa in affitto a Ponte di Nona: 600 euro al mese più il mutuo per la casa in cui non può abitare. Ancora credeva alle promesse, ma oggi ha smesso: ‹‹Quest’anno ho comprato la casa in cui sono in affitto: ho dovuto fare un mutuo esagerato, ma ormai non so se l’altra me la daranno. Abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale per farci risarcire››.

Intanto quest’estate la palazzina nata in mezzo al nulla è stata prima lambita da un grande incendio doloso, poi occupata da alcuni senza tetto, subito sgomberati. Le responsabilità? ‹‹Dell’attuale amministrazione, – spiega Carmine – ha fatto una serie di errori negli espropri. Basti pensare che nel 2001 per espropriare avevano offerto 100mila euro, oggi siamo arrivati a un milione››.

Davide Lombardi