Guerra all’industria dei rifiuti

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II nodo discarica, definitiva o provvisoria che sia, è solo una fetta della grande emergenza rifiuti romana. Al processo di "scarico" bisogna unire quello più complesso e delicato del “trattamento” se si vuole prendere in esame l'intero ciclo e le sue problematiche.

Lo sa bene il nuovo commissario Goffredo Sottile che da quando è entrato in carica ha sollecitato le aziende romane a potenziare i loro impianti Tmb (Trattamento Meccanico Biologico). A rispondere per prima è stata Ama, che in una recente nota stampa ha comunicato i dati delle strutture di sua proprietà in via Salaria e via di Rocca Cencia. Nel mese di agosto hanno lavorato un totale di 35.430 tonnellate di rifiuti, con un volume di produzione complessivo pari a 1.362 tonnellate/giorno.

Ad accorgersene per primi sono stati i cittadini di quelle aree che raccontano di aver vissuto finora quaranta giorni da incubo per via dei “forti” odori. «Si può definire 'vivere' dover rimanere serrati in casa, con la calura a circa 40 gradi, perché se apri le finestre o provi a uscire un odore nauseabondo ti assale lasciandoti in balia di insostenibili conati di vomito?» si legge in una nota stampa dei Verdi. Per questo i cittadini hanno indetto per il prossimo 27 settembre alle 18.30, a largo Cortona (giardinetti di Villa Spada) una manifestazione di protesta.

«Cosa ha fatto l'AMA sino a ora? Perché gli interventi, se effettivamente sono stati realizzati, non hanno prodotto alcun miglioramento della situazione? – si domandano ancora i Verdi. Visto che l’AMA non pubblica ancora sul suo sito il documento del 31/08/2012 con il risultato degli esami condotti dall’Istituto Mario Negri di Milano, abbiamo inoltrato richiesta di accesso agli atti che, appena in nostro possesso, pubblicheremo rendendoli accessibili a tutti i cittadini».

Tutto ancora fermo invece negli impianti di Colari, la società del gruppo Cerroni, dopo lo stop al "maxi" contratto con Ama. La discussione è stata rinviata al prossimo cda del 28 settembre e riguarda il trattamento nell'impianto di Tmb, di Malagrotta, di 450 mila tonnellate all'anno di rifiuti, per un importo di circa 45 milioni all'anno, pari a 450 milioni in 10 anni, «senza una gara pubblica e con un prezzo indefinito, poiché la Colari ha contestato la tariffa stabilita dalla Regione di 99 euro alla tonnellata» denuncia il consigliere De Luca. Così facendo Ama e Colari riuscirebbero a coprire le 2900 tonnellate al giorno prodotte dalla capitale. Ma per Sottile il potenziamento delle strutture romane non riuscirebbe a risolvere l'intera emergenza. Da qui la conferma della costruzione del quinto impianto dei rifiuti a Paliano su cui è già pronta una grande mobilitazione popolare.

La protesta scatterà il 6 ottobre a Colleferro e raggiungerà la località Castellaccio. All'appuntamento parteciperà anche il deputato locale Pd, Renzo Carella, uno dei più agguerriti all'ipotesi di costruzione. Per Carella l’impianto di Tmb a Paliano, con le mille tonnellate di rifiuti, andrebbe solo a peggiorare una situazione già molto grave da un punto di vista ambientale, con una spesa elevata per il trasposto da Roma a Paliano (80 km circa) e per l'impianto, per costruire il quale sarebbero necessari tre anni. «Non faremo solo opposizione per evitare che la Valle del Sacco venga definitivamente e irrimediabilmente sfigurata, ma faremo le barricate – dice Carella -, perché pur sapendo che ci sono soluzioni meno devastanti dal punto di vista ambientale si vuole continuare sulla strada della distruzione del nostro territorio». Si mobiliteranno anche i Giovani Democratici che da internet hanno fatto partire una grande raccolta di adesioni. Il prefetto è avvisato. Si prospetta un ottobre di fuoco sulla questione rifiuti.

Carmine Seta