Pasti a rischio e strutture poco sicure

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Disagi per gli studenti delle scuole comunali di Pomezia. Lunedì 24 parte il servizio mensa, ma il rischio è che agli alunni sia servito solo un cestino con panini e frutta, a causa della protesta da parte dell’Innova, la società vincitrice dell’appalto.

Il motivo va ricercato nel grosso credito che la ditta vanta nei confronti dell’Amministrazione comunale: circa 6 milioni di euro. L’Innova ha avvisato il Comune attraverso un fax, inviato nei giorni scorsi anche alla Prefettura, nel quale si comunica che il servizio verrà svolto non con pasti caldi, ma distribuendo cestini con le derrate alimentari già presenti nei magazzini, non potendo acquistare nuove derrate alimentari dai propri fornitori a causa della esposizione debitoria comunale. A rischio non solo i pasti, ma anche gli stipendi dei lavoratori.

Furiosi gli amministratori. «Si tratta di un debito vecchio, che stiamo pagando grazie alle entrate del mensamat, che ci ha consentito di girare circa un milione di euro all’Innova in pochi mesi». La ditta, secondo qualcuno, non si è comportata in modo corretto: prima di minacciare un contenzioso, nonostante il debito fosse lo stesso, ha preferito presentarsi alla gara d’appalto, poi vinta, e solo ora aprire le ostilità. Se il contenzioso fosse stato iniziato prima della gara, l’Innova non avrebbe potuto partecipare.

Per prevenire le rimostranze dei genitori il sindaco Enrico De Fusco è al lavoro con l’assessore al bilancio Antonio Maniscalco per trovare il modo di versare una somma sufficiente – sembra un paio di milioni di euro – ad evitare i disagi ai bambini. Chi resta infuriato sono invece i genitori degli alunni della scuola elementare di S.Palomba, le cui 5 classi sono state trasferite a causa della presenza di gas radon, che supera i livelli di sicurezza consentiti.

Le famiglie, già stanche dei disagi provocati dal trasferimento, hanno protocollato ieri mattina una lettera indirizzata al sindaco Pomezia, chiedendo un intervento deciso per cercare di risolvere il problema in tempi brevi. Gli alunni vengono accompagnati in altre scuole con uno scuolabus ma i genitori, pur consci della comodità del pullmino, riscontrano difficoltà oggettive legate soprattutto agli orari, che sono sempre condizionati dal forte traffico di via dei Castelli Romani, rendendo molto incerto il momento dell’arrivo del bus. Gli alunni della nuova scuola S.Giovanni Bosco non potranno invece usufruire della palestra, chiusa nei giorni scorsi da un’ordinanza emessa dal dirigente ai Lavori Pubblici per mancanza delle condizioni di sicurezza.

Maria Corrao