Viaggio underground tra rifiuti, scale rotte e carrozze stracolme (FOTO)

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Cestini stracolmi di rifiuti, macchie e polvere sui pavimenti delle stazioni e sui treni, ritardi dei treni, scale mobili rotte, pochi ascensori e carrozze vecchie. Un viaggio nella metropolitana di Roma.

I pendolari che quotidianamente si spostano con le linee A e B hanno molto da raccontare. In primis l’attenzione viene posta sull’assenza di una costante pulizia dell’area delle stazioni e all’interno delle carrozze. «Le fermate Colosseo e Termini –spiega Vania- hanno pochissimi cestini rispetto alla mole di pendolari e turisti che quotidianamente attraversano queste stazioni. Il risultato nel tardo pomeriggio è il seguente: pochi cestini stracolmi e le colonnine che ospitano i contatori si trasformano in veri e propri cassonetti, tra lattine e cartacce».

Spesso si verificano dei guasti alle scale mobili in entrambe le linee metropolitane. «Alla stazione metro Tiburtina – chiarisce Sara, pendolare – mi capita spesso di vedere le scale mobili ferme e turisti e fuorisede che, ormai rassegnati, sono costretti a fare le scale a piedi, trascinandosi dietro il peso delle valigie. E nella stazione Valle Aurelia a volte le scale mobili sono ferme sia in salita che in discesa, lo stesso vale per l'unico ascensore». «La metro è inaccessibile alle mamme con i passeggini» spiega Mara.

«Ascensori e scale mobili sono spesso assenti. Alcuni giorni fa è piovuto e nella stazione Castro Pretorio c’erano soffitti che perdevano acqua, corridoi pieni di pozzanghere, impianti elettrici fermi, scale mobili comprese. E’ una vergogna». Non è solo una questione di decoro, ma anche di sicurezza. I disabili hanno difficoltà nell’accedere ai treni. Sul fronte dell'accessibilità, la metropolitana manifesta una grave inefficienza: su 27 fermate della linea A ben 9 non hanno ascensori né scale mobili, ossia nelle fermate Flaminio, Spagna, Barberini e Repubblica. E nelle stazioni di Ottaviano e Lepanto sono assenti anche le scale mobili. Lo stesso disagio è presente anche in tutte le fermate sulla via Appia (eccetto Subaugusta e Cinecittà).

Sulle linea B, fermate Cavour, Colosseo e Circo Massimo, l'unico aiuto potrebbe essere l'utilizzo del montacarichi usato per i disabili ma solo previa richiesta all'addetto, con le relative tempistiche. Alcuni spezzano una lancia a favore della linea A. «Ho constatato che il servizio, in questo caso – spiega una viaggiatrice – è almeno accettabile: c'è una certa regolarità nei tempi di attesa, le carrozze sono tutte climatizzate, la segnaletica e gli avvisi informativi ci sono e sono abbastanza puntuali». Il passaggio dei treni nella nuova linea B1, invece, è cominciata con gravi ritardi. «Ho aspettato anche più venti minuti la linea B1 a Garbatella, per i tempi di attesa di una metro è moltissimo» sottolinea Roberto.

«E dopo una lunga attesa –continua- non è difficile immaginare la mole di persone che si riversa sulle banchine. A volte mi sembra di essere nel gioco del tetris». E ancora. «Spesso al mattino sono costretta a saltare più di una corsa perché quando arriva il treno è impossibile entrare» spiega Daniela mentre attende la metro B nella stazione Bologna. Alcuni pendolari sono insoddisfatti del servizio informazioni. «Sono a Roma da alcuni mesi –racconta John- e alcune volte mi è capitato di rivolgermi al servizio informazioni. A volte non trovavo nessuno e spesso le risposte erano approssimative».

La condizione dei pendolari nelle carrozze dei treni della linea B e A è quasi sempre al limite della sopportazione. «Nelle ore di punta siamo ammassati come bestiame – evidenzia Francesca – ed è una cosa indecente. Per non parlare dell’odore nauseabondo che pervade gli interni». E ancora. «La situazione della linea B – le fa eco Franco – e ancor di più il disservizio che noi utenti siamo costretti a subire quotidianamente è allarmante. E nonostante l’aumento del prezzo dei biglietti il servizio non è migliorato di molto».

Agostina Delli Compagni