Monti dell’Ortaccio, ordine di stop

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Si alza il livello della battaglia politica sulla futura discarica di Monti dell'Ortaccio. Venerdì il Municipio XV ha ordinato alla E.Giovi srl (la società che sta realizzando gli interventi per la discarica) ha intimato «lo stop immediato ai lavori e il ripristino dello stato dei luoghi». Una presa di posizione molto chiara che fa seguito alle nuove verifiche (già inoltrate alla Procura) condotte dal XV gruppo della polizia di Roma Capitale «che hanno confermato – spiega il minisindaco Gianni Paris – che i lavori realizzati dalla E.Giovi srl sono privi di autorizzazione, come peraltro ammesso dalla stesso interessato e come si legge nel verbale del 26 settembre trasmesso anche alla Procura della Repubblica».

Per Paris gli interventi hanno già creato un danno ambientale enorme se si pensa «che sono stati spostati oltre 3 milioni di metri cubi di terra a Monti dell'Ortaccio e che lo sbancamento effettuato ha abbassato il livello del terreno di ben 33 metri». Solo venerdì Paris e Bellini avevano sottolineato di aver inviato una missiva al prefetto Sottile con delle proposte per un percorso alternativo all’ipotesi di Monti dell’Ortaccio come sito della nuova discarica. «Voglio sottolineare – ha specificato di nuovo Paris – che si tratta di un percorso formulato dai comitati dei cittadini e che sarebbe giusto prestarvi l’attenzione che merita. Credo che, a questo punto, Sottile debba prendere atto che la scelta di Monti dell’Ortaccio non sia ipotizzabile e che questa pratica vada definitivamente archiviata». Sulla stessa linea d'onda il concetto espresso da Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale.

«E' scoccato il momento – dice Santori – di emanare immediatamente un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi alla società che gestisce il sito di Monti dell’Ortaccio, luogo sciaguratamente indicato dal prefetto Sottile per la possibile discarica provvisoria di Roma. In caso contrario dovranno scattare le ulteriori procedure indicate dalla normativa che prevede che l’area venga acquisita al patrimonio pubblico di Roma Capitale». Insomma non ci sono soluzioni alternative. E soprattutto non c'è altro tempo da perdere per attuare un meccanismo legale «che consentirà finalmente – specifica il presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale – di allontanare dalla zona di Valle Galeria il pericolo della costruzione di una nuova discarica. I residenti si sono espressi chiaramente e hanno detto il loro “no”». I cittadini e non solo, perchè anche Regione, Provincia di Roma e Comune sono stati chiarissimi in questo senso. Dunque per Santoro non bisogna far altro che passare «alla politica attiva e ai fatti: si pianifichino soluzioni adeguate al risanamento e al rilancio dell’intero quadrante a nord ovest della città e si proceda per soluzioni alternative».

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