Chiazze in mare: allarme inquinamento

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Mare inquinato. Alcune motovedette della Capitaneria di porto, nel fine settimana, in uno dei consueti giri di ricognizione del litorale, hanno verificato la presenza in banchina di una chiazza di colore scuro riconducibile a un idrocarburo. Per fortuna sul posto sono prontamente intervenuti gli uomini della polizia marittima della guardia costiera neroniana, che con l’avallo di alcuni operatori portuali, sono riusciti a ripristinare la normalità e evitare che la chiazza si spostasse a ridosso delle banchine attigue alle attività commerciali, arrecando un danno di non lieve entità.

Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dell’Arpa Lazio e dell’Ufficio Ambiente del Comune di Anzio, che ora dovranno analizzare i campioni prelevati e soprattutto verificare la fonte dell’inquinamento. Intanto non si placa la polemica in merito alla denuncia operata dall’assessore Placidi nei confronti di quattro cittadini che avevano segnalato il pericolo mare inquinato. L’esponente dell’Amministrazione anziate sostiene che qualcuno ha provato a strumentalizzare la questione, mentre i quattro denunciati (Andrea Mingiacchi, Umberto Spallotta, Claudio Petriconi e Paolo Salvucci) hanno ottenuto la piena solidarietà di numerose associazioni e partiti del centrosinistra.

«Abbiamo agito in piena autonomia e in base a documenti ufficiali dell’Arpa Lazio, nei quali si evinceva la presenza di escherichia coli in quantità superiore alla norma- ha riferito il presidente dell’associazione 00042 Andrea Mingiacchi-. Non c’è alcuna strumentalizzazione come asserisce l’assessore Placidi, si tratta di una battaglia a tutela della salute pubblica dei cittadini. Non è ammissibile che il Comune abbia celato ai residenti l’inquinamento del mare. La nostra lotta prosegue, di certo non sul piano delle querele, ma su quello delle battaglie civili, a tal punto che stiamo organizzando una grande manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica».

Marcello Bartoli