Pomezia, ritirate le deleghe a tutti gli assessori: è crisi

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Deleghe ritirate a tutti gli assessori. Con questo colpo di scena si è concluso il Consiglio comunale di ieri a Pomezia. Il sindaco Enrico De Fusco ha ritirato tutte le deleghe, tenendole per sé fino a data da destinarsi.

Un duro colpo per la maggioranza, i cui consiglieri non si aspettavano di certo una presa di posizione così ferma da parte del primo cittadino. Che non sarebbe stata un’assise tranquillissima si prevedeva, visto che al primo punto c’era il reintegro di Renzo Antonini – sospeso dalla carica dopo la nota vicenda degli arresti del febbraio scorso – in qualità di consigliere comunale. Un reintegro deciso direttamente dalla Prefettura di Roma, così come prevede la legge ma che, invece di essere visto come un atto dovuto da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, ha scatenato una discussione lunga più di tre ore non tanto tra maggioranza ed opposizione, ma tra i banchi di quest’ultima.

Un teatrino proseguito anche in sede di confronto interno, durante la sospensione richiesta per una verifica di maggioranza, che ha costretto il Sindaco a prendere la decisione di rivedere tutti gli assetti interni alla sua coalizione. Unica carica rimasta, quella di vicesindaco per Massimiliano Cruciani.

Ma qual è il motivo ufficiale di questo gesto? «C’è troppa confusione nella maggioranza – ha dichiarato De Fusco – ognuno va nella propria direzione, senza tenere conto che esiste una coalizione e che, soprattutto, esistono i problemi della città, che vanno anteposti a qualsiasi altro tipo di questione. Per questo motivo ho deciso di ritirare le deleghe: un atto politico necessario, un modo come un altro per attivare la procedura di verifica della maggioranza». De Fusco adesso vuole capire se le persone che fanno parte del suo schieramento sono ancora in grado di dare risposte ai cittadini sui problemi reali di Pomezia.

Maria Corrao

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