Tempi lunghi, immondizia all’estero

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La matassa ingarbugliata del tema rifiuti sembra ancora lontana da un dipanamento. I tempi per la decisione di un sito alternativo a Malagrotta si allungano e ora rispunta anche l'ipotesi del trasferimento dei rifiuti all'estero. E' questo quello che filtra dall'incontro che ieri una delegazione dei comitati della Valle Galeria ha avuto con l'Amministrazione provinciale e nello specifico col presidente Nicola Zingaretti e con l'assessore all'Ambiente Michele Civita.

«Un incontro positivo – dice Pippo Lacognata, portavoce di uno dei comitati presenti – e la prima cosa che abbiamo chiesto all'Amministrazione provinciale è stata quella di verificare se la società di Cerroni abbia l'autorizzazione per scavare a Monti dell'Ortaccio: a noi risulta che abbia queste facoltà solo sull'area adiacente, quella di Monti del Lumacaro». Ma la E.Giovi da questo punto di vista ha precisato proprio ieri di avere ricevuto i via libera necessari proprio dal Campidoglio.

Nel corso dell'incontro è emerso che i tempi affinché il Colari (il Consorzio di Cerroni proprietario della discarica di Malagrotta e di Monti dell'Ortaccio) potrebbero allungarsi a causa della complicatezza di diverse questioni e dunque non essere pronte per il termine del 6 ottobre anche se lo stesso Consorzio spinge per realizzare la discarica a Monti dell'Ortaccio, sostenendo che non ci siano nell'area falde acquifere contaminabili da rifiuti.

Tra l'altro Lacognata sottolinea come l'assessore Civita abbia prospettato alla delegazione di cittadini l'ipotesi che il commissario Sottile decida di far trasferire i rifiuti all'estero per non prorogare la chiusura di Malagrotta e incorrere in questo modo nelle sanzioni inflitte dall'Europa. «Le autorità provinciali – continua Lacognata – ci hanno inoltre confermato che entro il 31 dicembre prossimo sarà indicato il sito definitivo per il dopo-Malagrotta e che lo stesso sarò operativo entro sette mesi».

Tiziano Pompili