Sopraelevata, è scontro sul progetto

0
19

A quasi un anno dall’inaugurazione della nuova stazione Tiburtina, è ancora giallo sul futuro del tratto di “sopraelevata” della Tangenziale Est. La struttura, che doveva subire importanti cambiamenti proprio a seguito dell’apertura del nuovo scalo, è ancora in bilico tra abbattimento e riqualificazione e c’è persino confusione sui progetti che dovrebbero occuparsene.

Qualche settimana fa infatti, l’assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale Fabrizio Ghera ha annunciato che «sulla base di un progetto redatto dalla Facoltà di Architettura della Sapienza, partiranno presto i lavori per il rifacimento del piazzale antistante la stazione Tiburtina, con l’abbattimento dei quattro piloni che attualmente sorgono dinanzi allo scalo».

Il costo dell’operazione, stando a quanto rivelato dall’assessore, è di circa «10 milioni di euro, una cifra ben lontana da quella mastodontica che richiederebbe la completa riqualificazione della struttura». Già, perché secondo un progetto che risale addirittura alla precedente giunta capitolina, la “sopraelevata” sarebbe dovuta diventare una lunga pista ciclabile, ornata di giardini pensili. A occuparsi della vicenda era stato il professor Lucio Altarelli, docente presso la facoltà di Architettura della Sapienza, che aveva immaginato di riproporre il modello newyorkese dell’highline nella capitale ma che, del nuovo progetto citato dall’assessore Ghera sembra non sapere nulla. «Avevamo pensato – spiega Altarelli – di non abbattere la Tangenziale Est all’altezza di San Lorenzo ma di riconvertirla in un percorso pedonale e ciclabile, che i romani avrebbero potuto sfruttare da un’altezza privilegiata. Non so di quale progetto parli l’assessore. Solitamente, quando la nostra Università studia qualcosa del genere, la comunità accademica ne viene tempestivamente informata».

Abbattimento dei piloni o no, i residenti delle aree limitrofe, che per anni hanno osteggiato una Tangenziale che passa a ridosso dei balconi delle case, avevano comunque accettato di buon grado la riqualificazione della “sopraelevata”. In molti addirittura, riunitisi nell’associazione “Amici del mostro”, hanno elaborato propri progetti e sono circa una decina, tra tesi di laurea e planimetrie di concorso, i contributi raccolti.

Vincenzo Nastasi