Una scuola come casa (FOTO)

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Una scuola abbandonata nel cuore di Cinecittà. Tre piani di aule e laboratori, compresa una palestra nuova di zecca ma mai utilizzata, che riprendono vita per dare un tetto a chi una casa non ce l’ha e, con i propri stipendi e i prezzi alle stelle del mercato immobiliare romano, non può permettersela. E’ la storia dell’istituto tecnico Hertz, un edificio sulla Tuscolana di proprietà del Campidoglio, lasciato a marcire per tre anni e occupato nel 2011 da un gruppo di famiglie sostenuto dal Comitato popolare di lotta per la casa.

Un’avventura cominciata in inverno, quando il freddo punge e il bisogno di un luogo in cui vivere si fa ancora più prepotente, con uno striscione affisso sulla facciata dello stabile che riassumeva in poche parole lo spirito battagliero degli occupanti: “Il Comune non se ne occupa, ce ne occupiamo noi”. Una volta messo piede dentro la struttura, però, tutti gli “inquilini” si sono rimboccati le maniche e hanno ristrutturato l’edificio per trasformare le vecchie aule in appartamenti.

Dal progetto Hertz, completamente autofinanziato, sono nati finora 15 alloggi che oggi fanno il loro debutto ufficiale nel quartiere con una presentazione alla quale partecipa, tra gli altri, il presidente del Municipio X, Sandro Medici. «Con questo progetto – spiega Serena Malta, attivista del Comitato – abbiamo voluto dimostrare che le occupazioni, pur se illegali, possono rivelarsi esperienze costruttive e che la gente è disposta a pagare il giusto per avere un tetto sulla testa».

Il “miracolo” della Tuscolana è costato in media 2800 euro a ogni famiglia, soldi spesi per rifare prima di tutto la rete fognaria, gli impianti elettrici e quelli idraulici. Le dimensioni degli appartamenti vanno da un minimo di 30-35 metri quadrati, assegnati a chi è single, a un massimo di 60. All’appello mancano ancora sei abitazioni, tutte al terzo piano della ex scuola, che saranno finite entro il prossimo giugno.

«Il Comitato popolare di lotta per la casa – sottolinea Malta – è da sempre contrario alla logica dei residence che, oltre a non risolvere in maniera definitiva il problema dell’emergenza abitativa, comporta una spesa esorbitante per le casse comunali. Per mantenere le famiglie nelle 14 strutture dislocate sul territorio, infatti, l’Amministrazione paga ogni anno 33 milioni di euro, utenze escluse. Attraverso il progetto Hertz – continua l’attivista del Comitato – ribadiamo il nostro no alle soluzioni assistenziali, che a lungo andare creano degrado, e proponiamo alle istituzioni un’alternativa valida che coinvolge attivamente chi vive sulla propria pelle l’emergenza abitativa».

Un “segno particolare” che distingue l’esperienza della Hertz è anche la sua dimensione multietnica e multiculturale. Al civico 1113 di via Tuscolana, infatti, vivono sudamericani, marocchini, egiziani, single, famiglie, donne sole con figli e anziani. Tra di loro, anche una coppia gay calabrese che, nonostante l’iniziale diffidenza degli arabi, ha trovato calore e accoglienza oltre a una casa. Storie di vita che si intrecciano, come quella di Giulia, 23 anni, single, che ha dovuto abbandonare gli studi universitari perché il piatto a tavola ogni giorno, purtroppo, non lo si porta passando le giornate sui libri. E, nonostante la sua aspirazione sia laurearsi in antropologia culturale e diventare assistente sociale, Giulia di lavori ne fa tanti, compreso quello della barista durante il week end. «Sono disoccupata – dice – e mi arrangio con qualsiasi impiego riesco a trovare. Ultimamente ho fatto anche un trasloco, ma l’anno prossimo conto di ritornare all’università».

Dell’esperienza all’Hertz Giulia è entusiasta: «Si è creato un gruppo bellissimo in cui ognuno dà il proprio contributo, siamo una grande famiglia». Quando saranno completati i lavori e consegnati gli altri sei alloggi, il Comitato popolare di lotta per la casa ha intenzione di lanciare un progetto per realizzare gli orti in uno spazio verde vicino alla vecchia scuola, affidandone la gestione agli anziani del quartiere. «L’idea – spiega Serena Malta – è di devolvere parte del raccolto agli abitanti della Hertz, così da aiutarli anche sul fronte alimentare». E per dimostrare ancora di più la loro “buona condotta”, appena conclusi i lavori di ristrutturazione, gli inquilini consegneranno 100 euro al mese al Comune per pagare le utenze.

Ester Trevisan