Guerra fra etnie, stop ai trasferimenti

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È un effetto domino da panico quello in gioco dal 27 settembre, all’indomani della sentenza del Tar, che ha dichiarato legittima la decisione di Roma Capitale di sgomberare il “campo poco tollerato” di Tor de’ Cenci. Sgombero, quello dei rom, cominciato appena 24 ore dopo il pronunciamento giudiziario e che sta gettando nella disperazione i 120 nomadi dell’ex insediamento pontino, trasferiti ora in via provvisoria all’ex Fiera di Tor Marancia: spostamento che sta causando critiche a “go go” per via delle precarie condizioni igieniche, in cui sarebbero ammassati i rom.

Un caos, a sua volta, che tiene col fiato sospeso i residenti degli altri due villaggi, quello della solidarietà de La Barbuta (dove le famiglie sarebbero dovute andare come da Piano Nomadi) e quello di Castel Romano, che ospita già mille persone e che, stando alle ultime novità, dovrà ospitare i rom allontanati da via Pontina 601.

Una scelta, arrivata direttamente dall’assessorato alle politiche sociali del Campidoglio dopo aver ascoltato le richieste delle famiglie, rifiutatesi di correre alle porte di Ciampino per questioni legate alla carente scolarizzazione e alla paura di nuovi conflitti etnici a la Barbuta. Dove nel frattempo è in corso un’indagine della Polizia di Roma Capitale in seguito alle segnalazioni pervenute dai famosi 80 bosniaci, trasferiti in precedenza da Tor de’ Cenci alle porte del Gra. Bosniaci che in fretta e furia avevano fatto baracca e burattini per scappare da minacce e presunti tentativi di estorsione da parte dei nomadi del villaggio. Andranno anche loro a Castel Romano? Questo sito nei pressi della Pontina sarà in grado di ospitare ulteriori 200 nomadi? E la Barbuta di che morte morirà? Infine quando verrà lasciato il sito temporaneo dei padiglioni di Tor Marancia? Forse una settimana, forse più, forse meno.

Una delle poche certezze, invece, è che il campo rom di Tor de’ Cenci non esiste più. Lo conferma anche il consigliere captolino Santori (candidato alle primarie contro Alemanno): «Ieri abbiamo terminato lo sgombero e abbattuto le baracche. A breve inizieranno le opere di bonifica dell’area». Quello che traspare netto da tutta la vicenda è che il problema “integrazione” pare essersi spostato solo di qualche chilometro.

Marco Montini