«Non siamo la pattumiera di Roma»

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Sei Uno Zero. Un'altra manifestazione di piazza per difendere la Valle del Sacco. Sabato alle 14,30 a Colleferro, in piazzale dello Scalo (di fronte alla stazione ferroviaria), si è tenuto un nuovo corteo organizzato dal “Coordinamento della Valle del Sacco” nato, come hanno spiegato i promotori, «dalla necessità di contrastare il “saccheggio” ambientale dell'area» e per ribadire «il nostro dissenso alla gestione insostenibile incentrata su un’industrializzazione fuori controllo dai parametri di sostenibilità sia economica che ambientale».

Il Coordinamento ricorda che dopo anni di sversamenti nella discarica di Colleferro, di incenerimento dei rifiuti, di pneumatici e biomasse, ora si vogliono istallare anche impianti di Tmb. «Non possiamo permettere – sottolinea il presidente regionale dei Verdi Nando Bonessio che sostiene l'evento – che si costruiscano altri impianti per alimentare gli inceneritori». «E che prolungheranno la vita alla discarica di Colle Fagiolara» aggiungono dal Coordinamento.

Anche il Prc ha aderito alla manifestazione che è caduta proprio a due giorni di distanza dalla scadenza del bando di acquisizione di Gaia e quindi pure degli impianti del Consorzio, tra cui anche Colle Fagiolara che lo stesso Comune di Colleferro aveva chiesto di poter gestire. Una situazione contorta su cui il capodelegazione Idv al Parlamento europeo, Niccolò Rinaldi, ha provato a fare luce presentando ieri un’interrogazione alla Commissione europea. Rinaldi nello specifico ha chiesto risposte sull'ampliamento della discarica di Colle Fagiolara e, in particolare, «sulla localizzazione proprio in questo sito di un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti». Rinaldi ha domandato alla Commissione «se ritiene che continuare una attività di discarica del livello attuale corrisponda ad una gestione “post mortem” della struttura e se ciò sia in linea con la normativa europea», nonchè di verificare «se in aree Sin (Sito di interesse nazionale, ndr) possano essere avviate attività di concentrazione di rifiuti». Inoltre, si chiede alla Commissione di sollecitare lo Stato italiano «ad avviare una definitiva bonifica dei siti inquinati».

Tiziano Pompili