Riforma Municipi, nuova fumata nera

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Si è conclusa con una fumata nera la seduta della Commissione Riforme istituzionali per Roma Capitale che venerdì mattina si è riunita per discutere funzioni, futuri assetti territoriali dei Municipi e decentramento amministrativo.

Disegnare la nuova geografia amministrativa della città eterna assomiglia sempre più a un percorso a ostacoli che si snoda intorno a tre proposte, oltre a un’intergrazione avanzata dall’Udc, sulle quali maggioranza e opposizione non riescono a trovare un accordo. Ed è proprio la mancanza di una posizione condivisa tra le forze politiche in Campidoglio ad aver fatto saltare i nervi al presidente della Commissione, Francesco Smedile (Udc), che ha minacciato di non convocare più l’organismo, definito da lui stesso “ormai inutile”, decidendo così di non votare le proposte ricevute e di inoltrarle direttamente all’Assemblea capitolina.

«Inoltrerò al presidente Pomarici tutte le proposte pervenute, ma nessuna votata, perchè nessuna condivisa. La maggioranza – ha dichiarato Smedile – ha avanzato una proposta tramite l’assessore Bordoni bypassando la commissione competente e l’accordo con il sindaco. Noi – ha sottolineato piccato – quella proposta non l’abbiamo mai ricevuta». Toni molto aspri quelli usati da Smedile, che ha annunciato senza mezzi termini di non voler proseguire i lavori della Commissione fin quando la maggioranza non spiegherà il suo indirizzo. Quindi, riferendosi all’assessore Bordoni, ha incalzato: «Non ha capito che non si possono modificare lo statuto e il regolamento di Roma Capitale con una delibera. Questa è la cosa più folle che ho visto in vita mia. Deciderà la maggioranza, ma ricordo – ha aggiunto – che servirà il voto di tue terzi dell’Aula in due successive votazioni entro il 2 dicembre. In assenza dell’attività del Consiglio comunale, interverrà il prefetto, il quale non farà altro che accorpare i Municipi senza modificarne i confini».

Chiamato in causa, Bordoni non ha esitato a replicare: «La delibera – ha detto – sta seguendo un corso naturale, la mia proposta dovrà essere discussa prima in Giunta, dopodichè passerà all’esame delle commissioni competenti e dei Municipi. Il placet finale spetta al Consiglio comunale, unica assemblea sovrana in questa decisione». «L’8 ottobre – ha poi annunciato Bordoni – incontrerò i presidenti dei Municipi per illustrare quello di cui andremo a parlare in giunta e venerdì 12 ottobre ci sarà un dibattito aperto a tutti i consiglieri comunali e municipali sul tema del nuovo assetto territoriale di Roma Capitale».

Per Umberto Marroni, capogruppo Pd di Roma Capitale, la proposta firmata Bordoni rappresenta «una vera e propria provocazione per noi irricevibile sia nel merito che nel metodo. Ecco perchè non parteciperemo al workshop dell’11 ottobre. Invece – ha dichiarato Marroni – accettiamo la proposta del presidente Smedile di avviare un percorso dell’opposizione. Il Pdl dimentica che, per approvare il riordino dei Municipi, servono i due terzi dell’Aula, 40 consiglieri, un numero di voti ben maggiore rispetto alla ormai risicata maggioranza su cui può contare Alemanno. E’ ormai chiaro – ha concluso il capogruppo Pd – che la maggioranza si sta assumendo la responsabilità di far fallire la riforma».