Nei parchi dell’abbandono (FOTO)

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Villa monumentale che racchiude gioielli architettonici di notevole pregio, polmone verde frequentato dagli appassionati del jogging e dalle mamme che portano a passeggio i figli. Villa Torlonia, storico parco sulla Nomentana dove soggiornò anche Mussolini, rappresenta un patrimonio di valore inestimabile sia sul piano artistico che ambientale.

Eppure, camminando tra i suoi viali, sono tante le cose che non vanno. Cantieri aperti in tempi ormai lontani e non ancora terminati, aree transennate, cartelli che mettono in guardia i visitatori da pericoli di crollo. Scempi che non si nascondono in zone defilate ma che saltano all’occhio poco dopo aver varcato i propilei d’ingresso che danno il benvenuto entrando dall’accesso di via Nomentana (gli altri quattro sono su via Torlonia, via Siracusa, via Spallanzani e via di Villa Massimo, ndr).

Si comincia a storcere il naso già percorrendo viale Tiziano Terzani su cui si affacciano prima i falsi ruderi, poi il tempio di Saturno e dopo ancora l’uccelliera. Tutte e tre le aree sono off limits, sbarrate da grate che impediscono l’accesso per salvaguardare l’incolumità dei visitatori. Già, perché sembra che stia tutto per cadere a pezzi: dell’uccelliera non resta che lo scheletro, mentre al tempio dedicato alla divinità romana simbolo dell’abbondanza manca, ironia della sorte, buona parte del tetto.

Addentrandosi nella villa oltre la Casina delle Civette, sono innumerevoli le aree inaccessibili a causa dei lavori infiniti. E’ il caso, per esempio, dell’intervento di “adeguamento funzionale della galleria ipogea di collegamento tra Casino Nobile e Casino dei Principi”, come recita un cartello affisso dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale: inizio lavori 22 ottobre 2010, durata 150 giorni.

Un caso non isolato: «Il restauro del Teatro – spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – fu avviato addirittura nel 2004 e terminato nell’estate 2011 ma, a quanto ci risulta, è ancora chiuso. Nella Serra e nella Torre Moresca i lavori sono partiti nel 2007 e si sarebbero dovuti concludere entro l’anno scorso. Poi il Soprintendente parlò di inaugurazione entro l’estate, ma il cantiere non sembra affatto chiuso. Il restauro delle Catacombe ebraiche, uniche esistenti a Roma, – aggiunge Parlati – dovrebbe finire nel 2013. Dopo le nevicate, poi, crollarono alcuni intonaci dal porticato del Casino Nobile, sistemati con una procedura d’urgenza».

A rendere infiniti gli interventi di restauro è, come al solito, la carenza di risorse economiche, fondi che di anno in anno si assottigliano sempre di più fino a ridursi all’osso. Il risultato è sotto gli occhi e, soprattutto, sotto i piedi di tutti: a ogni passo si incontrano pendii scoscesi lungo i quali corrono le “barricate” dietro le quali, sbirciando, si scorgono lavori non più in corso. Più che passeggiare, a Villa Torlonia si fa un trekking che, per quanto soft, resta impossibile per le mamme con i bimbi nei passeggini.

Ester Trevisan