Soli e poveri, senzatetto in aumento a Roma

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Di giorno vagano per strade e piazza affidandosi alla generosità dei passanti. Oppure si infilano nei vagoni delle metropolitane a condensare in poche parole le loro storie, nella speranza di fare breccia nei cuori dei viaggiatori e di racimolare qualche spicciolo. E poi ci sono quelli che restano zitti, rannicchiati sui marciapiedi accanto a un cappello o a un cestino in attesa di sentire il tintinnio delle monete. Di notte, poi, levano le tende e vanno alla ricerca di un posto dove riposare qualche ora prima di ritornare in strada. Sono gli “invisibili”, clochard costretti a elemosinare perché non tutti riescono ogni giorno ad accaparrarsi un pasto caldo nelle mense allestite per i poveri dalle varie realtà caritatevoli che si occupano degli emarginati.
 

Baracche e clochard, ancora roghi a Castelfusano

Un popolo, quello degli “ultimi”, che a Roma ingrossa sempre di più le sue fila: secondo il rapporto diffuso martedì scorso dall’Istat, e redatto in collaborazione con il ministero delle Politiche sociali, Caritas e Federazione italiana organismi persone senza dimora (Fiospd), nel 2011 la capitale ha incrementato quasi di un terzo il numero dei senzatetto, passando da circa 6000 a 7.827.
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Dall’indagine a campione, condotta nei mesi di novembre e dicembre 2011 in 158 comuni italiani, risulta che Roma, insieme con Milano, accoglie il 71% della corrispondente stima campionaria. Ben il 44% delle persone senza dimora utilizza servizi con sede a Roma o Milano: il 27,5% a Milano e il 16,4% a Roma. Il territorio capitolino si caratterizza per una maggiore presenza di individui con dimora tra coloro che si rivolgono ai servizi di mensa (24,7% contro 17,4%), per una maggiore presenza di persone senza casa che utilizzano più volte lo stesso servizio (tra coloro che usano la mensa, si rivolge per tutta la settimana allo stesso servizio il 47,4% di chi vi pranza – contro il 35,3% di Milano – e il 53% di chi vi cena – contro il 49,7%) e per una minore presenza di stranieri (sono il 46,7% delle persone senza dimora, contro il 78,3% di Milano).

Elsa Morante rifugio dei clochard

A Roma le realtà più attive nell’assistenza ai clochard sono quelle di stampo cattolico, con in prima linea la Caritas diocesana, le suore di Madre Teresa di Calcutta, che possono contare su una rete di case di accoglienza dove i diseredati trovano rifugio notturno, e la Comunità di Sant’Egidio che dal 1988 nella casa alloggio di Trastevere ospita gli homeless. Nell’abitazione possono vivere al massimo nove persone e rappresenta una risposta di tipo familiare alternativa al dormitorio dove gli ospiti, diversamente da come avviene normalmente nelle strutture riservate ai senza dimora, possono restare senza limiti di tempo. Sempre la Comunità di Sant’Egidio mette a disposizione dei senzatetto alcune roulottes dislocate in diversi punti della città, cercando di risolvere, pur se solo temporaneamente, la carenza di alloggio.

Ester Trevisan