Caradonna torna in bilico

0
49

Prosegue la crisi politica del Municipio V, che si prepara a discutere nei prossimi giorni una nuova mozione di sfiducia contro la giunta Caradonna. Il documento presentato dall’opposizione non avrà efficacia vincolate, in quanto non è stato proposto secondo l’istituto regolamentare della sfiducia, ma servirà comunque a verificare se il presidente ha ancora la maggioranza che pensava di aver recuperato otto giorni fa.

Il 14 settembre scorso infatti, il presidente Caradonna aveva rassegnato le proprie dimissioni, a seguito della larga astensione che aveva pervaso la maggioranza, e in particolare il Pd, al momento della discussione della mozione di sfiducia presentata dall’opposizione. Giovedì scorso invece, Caradonna ha rilanciato, revocando le proprie dimissioni e nominando come nuovo assessore alle Politiche giovanili la consigliera Angela Scacco, uno dei pochi esponenti del Pd ad averlo sempre sostenuto.

Una mossa, quella del presidente, che non è piaciuta al Pdl, che ha proposto appunto una nuova risoluzione, ma neanche ai democratici, che avevano scelto di ricomporre la crisi solo in presenza della nomina di una giunta tecnica. Ipotesi respinta dal presidente Caradonna, che giovedì scorso ha spiazzato tutti.

Oggi intanto la conferenza dei capigruppo deciderà quando porre in votazione il documento presentato dall’opposizione che, pur non essendo vincolante, sarà un banco di prova importante. Il Partito Democratico infatti, per bocca del suo coordinatore municipale Luca Pioli, ha già fatto sapere di «non sostenere più la giunta Caradonna», mentre i due assessori democratici presenti nel miniesecutivo saranno deferiti alla Commissione di garanzia del partito.

La soluzione, per impedire la figuraccia, potrebbe essere quella di disertare l’Aula, così da evitare di votare la sfiducia insieme al Pdl ma anche di dichiarare il proprio sostegno alla giunta. Tuttavia se anche un solo esponente della maggioranza (e ce ne sono sia in Api che in Idv) dovesse prendere parte al voto, la fine dell’esperienza politica di Caradonna sarebbe certificata per la seconda volta in poco più di un mese.

Vincenzo Nastasi