Riforma dei Municipi, Alemanno batte i pugni

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«Basta con il patriottismo dei Municipi. La riforma dell’accorpamento non è così complicata come sembra». Il sindaco Gianni Alemanno bacchetta i presidenti dei Municipi come un maestro che rimprovera gli alunni, esortandoli a impegnarsi di più.

Il primo cittadino ha incontrato venerdì mattina i mini sindaci, un vertice a porte chiuse per discutere del progetto riguardante la realizzazione della nuova “city” e per lanciare un chiaro messaggio: è giunta l’ora di mettere a tacere i particolarismi e di accelerare l’iter che ridisegnerà la geografia del territorio capitolino.

Sul destino di alcune zone della città Alemanno afferma: «I piccoli Municipi sono quelli destinati molto probabilmente a subire un accorpamento, in modo tale da avere equilibrio demografico tra l’uno e l’altro». Il sindaco, però, rassicura: «Comunque non possiamo violare più di tanto la toponomastica e la storia dei rioni e dei quartieri. Inoltre – sottolinea perentorio – togliamoci dalla testa che si possano fare alchimie in base alla vocazione politica dei vari territori. Quello che dico è di andare avanti e non rinviare questa riforma».

In tema di “fusioni”, Fabrizio Sequeli (Pdl), presidente della Commissione Trasparenza del centro storico, ribadisce la «netta contrarietà all’accorpamento dei Municipi I e XVII. Speriamo che la prossima discussione in aula e il percorso del prossimo voto in Consiglio comunale – dichiara Sequeli – porti ragionevolezza, poichè l’iter procedurale seguito fino a oggi ci sembra comico e verticistico visto che si sono prese in considerazione solo istanze pervenute dal Consiglio del Municipio XVII in modo unilaterale senza ascoltare i cittadini».

Critico anche il vicepresidente del Consiglio del Municipio Roma XIX e capogruppo del Prc/Fds, Claudio Ortale: «Due ore e mezza in aula Giulio Cesare per fare sfogare qualcuno dei pochi presidenti e consiglieri municipali presenti e per fare ripetere in apertura all’assessore Bordoni una minestra già trita e ritrita – attacca Ortale -. Niente di nuovo su poteri, funzioni e autonomie dei Municipi ridotti a 15, diventati così sempre più enormi, e niente sulla volontà di intervenire sul Governo nazionale per chiedere di cambiare decisamente rotta. Credo che l’unica soluzione per uscirne davvero fuori – conclude – sia quella di chiedere a Palazzo Chigi una proroga dei termini per evitare che dopo il 12 dicembre sia il Prefetto a decidere per tutti noi».

Ester Trevisan

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