Alitalia, verso nuovi 690 esuberi. Il no dei sindacati

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Alitalia avrebbe individuato altri 690 esuberi per un risparmio di circa 30 milioni. Lo si apprende da fonti sindacali presenti all'incontro con i vertici dell'azienda sul nuovo piano industriale.

Nello specifico, secondo il piano illustrato dell'ad Andrea Ragnetti, gli esuberi sarebbero 90 nell'area manutenzione, 300 tra gli assistenti di volo e altri 300 tra il personale di terra. Al termine dell'incontro, oltre a rifiutare le ipotesi di ulteriori tagli, i sindacati hanno rimandato qualsiasi decisione a un prossimo appuntamento da tenersi nelle prossime settimane.

“A quattro anni dal passaggio di consegne della vecchia Alitalia alla Cai le conseguenze drammatiche della privatizzazione, voluta in quei termini dall'allora Premier Berlusconi, sono sotto gli occhi di tutti. Ancora oggi ci troviamo a fare i conti con una compagnia in grave difficoltà, come hanno ammesso gli stessi vertici della società, e con il dramma di migliaia di lavoratori sull'orlo del baratro. Se si fossero legate le sorti dell'ex Alitalia ad un vettore internazionale avremmo resistito meglio alla crisi del settore aereo, presente ovunque ma drammatica in Italia. Avremmo inoltre garantito ben altre prospettive anche per quei 4500 cassintegrati Alitalia che sono stati abbandonati al loro destino”. Lo afferma il deputato e capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta.

“Non si può tollerare che a pagare il prezzo di un'operazione assolutamente sbagliata siano ancora una volta i lavoratori. Ciò vale ancora di più nel sistema aeroportuale della Capitale – sottolinea Meta – che conta con l'indotto circa 36.000 addetti, il più colpito dalla crisi del settore dovuta alla perdita di un vettore nazionale. L'annunciato Piano nazionale degli aeroporti potrebbe contribuire a riordinare un sistema dove fino ad oggi abbiamo assistito alla guerra tra scali che ha fatto carne da macello dei lavoratori. Chiediamo al Governo – conclude Meta – e ai vertici di Alitalia di riferire immediatamente alla Camera sui dettagli del piano industriale che prevede ulteriori 690 esuberi”. (asca)