Nodo discarica, ultimatum per Monti dell’Ortaccio

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Lontano dalle telecamere e dai microfoni la partita per il dopo Malagrotta pare giunta a un punto di svolta. Giovedì, o al massimo venerdì mattina, secondo alcune indiscrezioni, sarà il momento della verità. Tempo di leggere le 700 pagine e più del progetto della discarica a Monti dell'Ortaccio redatto e corretto dopo le obiezioni mosse nell'ultima conferenza dei servizi da Colari, la società che fa capo a Manlio Cerroni.

Di sicuro c'è il primo "No" del Municipio XV. «Gli argomenti che avevano composto il nostro parere in Conferenza dei Servizi, non hanno trovato alcuna soddisfazione nelle motivazioni e nelle soluzioni proposte dalla Colari – ha scritto ieri in una nota il presidente del Municipio XV, Gianni Paris. In particolar modo: in ordine alla mancanza di autorizzazioni riscontrata dal XV Gruppo di Polizia Locale per le attività di preparazione dell’invaso, emerse ad agosto, quanto dichiarato nelle controdeduzioni non risulta rispondente alla realtà.

Infatti – continua – risultano inaccettabili le due motivazioni per cui si sarebbero dichiarati autorizzati i lavori di sistemazione del bacino di Monti dell’Ortaccio, con escavazione e movimentazione di terra. La prima, già nota e confutata, è legata al Decreto Commissariale n. 36 del 2008, dato che questo atto non aveva alcuna attinenza con il bacino di Monti dell’Ortaccio, luogo degli abusi. La seconda e nuova argomentazione attiene al Decreto n. 123 del 2002. Anche in questo caso il tema è fuori luogo. Infatti, questo Decreto riguarda un altro sito, limitrofo a Monti dell’Ortaccio, che doveva essere utilizzato per la messa in riserva del Combustibile Derivato da Rifiuti (CDR). Comunque il provvedimento prevedeva un periodo non superiore ai cinque anni dalla data di adozione e, tra l’altro, quell’impianto non è mai partito».

Nessuna posizione, nota alla stampa, è venuta invece da Regione, Comune e Provincia, che lavorano però già insieme al commissario per il piano B del trasferimento dei rifiuti all'estero. Intanto domani i cittadini torneranno di nuovo in piazza. Si tratta dell'iniziativa solitaria del Popolo della nebbia, che sarà davanti a Palazzo Chigi, per far sentire il proprio no all'ipotesi discarica. «Siamo per il momento da soli – spiega Mario Ungarelli. Non c''è stato accordo con le altre associazioni, che per il momento preferiscono temporeggiare e attendere una posizione da parte degli enti. Noi crediamo che ci sia troppo silenzio e che si stia tramando alle nostre spalle. La battaglia domani prosegue più forte di prima».

Carmine Seta