Ospedali a pezzi, la scure dei tagli sulla sanità laziale

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Si preannuncia un autunno caldo sul fronte sanità a Roma. Il sindacato Usb (Unione sindacale di base) affila le armi contro i tagli previsti dalla spending review e questa mattina sarà al fianco dei lavoratori esternalizzati del policlinico di Tor Vergata, protagonisti di un presidio di protesta.

La manifestazione di oggi rappresenta soltanto il “primo atto” di una lunga serie di mobilitazioni che nelle prossime settimane infiammerà gli ospedali della capitale. Per far sentire forte la sua voce contro la pesante sforbiciata che colpirà i dipendenti delle cooperative, con inevitabili e gravi ripercussioni anche sui servizi offerti ai pazienti, l’Usb sta promuovendo una staffetta tra le strutture sanitarie di Roma. E così, dopo il Pvt, il grido di protesta si sposterà al San Giovanni, al Pertini e ad altri ospedali.

«Tra gli ultimi colpi di coda della giunta Polverini – dichiara Pio Congi dell’Usb Roma e Lazio – stanno arrivando i tagli alla sanità previsti dalla spending review. Tra le misure c’è la riduzione delle spese per beni e servizi e quindi degli appalti, quasi tutti irregolari in quanto illecite intermediazioni di mano d’opera che il nostro sindacato ha già da anni denunciato anche all’ispettorato del lavoro». Sul banco degli imputati, dunque, finiscono ancora una volta le esternalizzazioni che, secondo l’organizzazione sindacale, non comportano alcun risparmio reale e, invece, ingrassano le tasche delle cooperative aggiudicatrici degli appalti. Dai dati dell’Usb emerge, per esempio, che per un’ora di lavoro di un infermiere la Regione versa alle ditte fino a 26 euro, ma al lavoratore quell’ora viene pagata 9 euro lordi. «Ci hanno raccontato per decenni che con le esternalizzazioni si risparmiava – continua Congi – invece al Ptv vengono richiesti tagli enormi al servizio di pulizie e all’attività degli ausiliari. Naturalmente le ditte e le cooperative che in questi anni si sono arricchite sulle spalle dei lavoratori non riducono il costo complessivo dell’appalto, ma le ore di lavoro e il salario dei dipendenti e, conseguentemente, i servizi ai cittadini».

La spending review impone un taglio del 5% che le aziende applicano non ricorrendo a licenziamenti o cassa integrazione, ma falcidiando i redditi. «Considerato che si tratta di lavoratori che prestano servizio per un massimo di 36 ore settimanali – spiega Congi – con qualche turno di notte si riesce a raggiungere uno stipendio di 1000 euro al mese. A regime normale, invece, si guadagnano circa 800 euro. Con i tagli della spending review questa cifra già esigua si ridurrà di 200 euro, arrivando a 600 mensili ». Oltre al policlinico di Tor Vergata, la situazione è particolarmente critica anche al Pertini dove è stato richiesto alla ditta di pulizie il taglio del 62,5% del servizio. «Ciò significa – denuncia Congi – che sarà impossibile sanificare le sale operatorie dopo ogni intervento, con un inevitabile rischio di aumento delle infezioni ospedaliere. Una scelta drammatica – conclude il sindacalista – che mette a repentaglio la salute dei romani e l’occupazione degli esternalizzati che da decenni garantiscono i livelli essenziali di assistenza». Questa mattina, dunque, i lavoratori saranno in presidio al Ptv per chiedere un incontro alla direzione generale. E se i vertici del Policlinico risponderanno picche, i manifestanti passeranno alle “maniere forti” occupando, se necessario, la direzione generale.

Ester Trevisan