Contro i tagli sit in al Policlinico

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Andrà avanti anche oggi il presidio dei lavoratori esternalizzati del Policlinico di Tor Vergata, insieme all’Usb di Roma e Lazio, per protestare contro i tagli all’occupazione e all’assistenza sanitaria causati dall’applicazione della spending review.

Ospedali a pezzi, la scure dei tagli sulla sanità laziale
 

Le iniziative di protesta si estenderanno anche ad altre strutture sanitare, come il “San Giovanni”, interessate dal medesimo provvedimento. Nella tarda mattinata di ieri, dopo diversi tentativi, una delegazione di sindacati e lavoratori ha ottenuto un incontro con il direttore amministrativo del Policlinico Mauro Pirazzoli in cui quest'ultimo ha confermato tutte le difficoltà da parte dell’ospedale nell’applicazione della spending review, dichiarandosi ben conscio di tutte le problematiche poste dai tagli alle spese, sia per le ricadute sui redditi dei lavoratori che per i servizi alla cittadinanza. La direzione si è inoltre dichiarata favorevole all’internalizzazione dei lavoratori attualmente impegnati negli appalti, ma ha evidenziato che tale scelta andrebbe sostenuta da un provvedimento politico di carattere regionale. Furenti i sindacalisti presenti al presidio.

«Tra gli ultimi colpi di coda della Giunta Polverini – spiega Pio Congi dell’Usb Roma e Lazio – stanno arrivando i tagli alla sanità della spending review. Tra le misure previste c’è la riduzione delle spese per beni e servizi e pertanto degli appalti, quasi tutti irregolari in quanto illecite intermediazioni di mano d’opera, come già denunciato da Usb anche all’Ispettorato del lavoro».

Congi ricorda che per anni si è parlato della “convenienza” delle esternalizzazioni, mentre ora al Policlinico si compiono «enormi tagli al servizio di pulizie e all’attività di ausiliari e Oss. Naturalmente – accusa Congi – le ditte e le cooperative che in questi anni si sono arricchite sulle spalle dei lavoratori non riducono il costo complessivo dell’appalto, ma le ore di lavoro e il salario dei dipendenti e, conseguentemente, i servizi ai cittadini». Lo stesso Congi spiega per quale motivo un sit-in simile sarà effettuato anche al San Giovanni e successivamente al Pertini. «Nel primo nosocomio si tagliano gli ausiliari, mentre al “Pertini” è stato richiesto il taglio del 62,5% del servizio alla ditta di pulizie, con un inevitabile rischio di aumento delle infezioni ospedaliere.

Una scelta drammatica – conclude Congi – che mette a repentaglio la salute dei romani e l’occupazione degli esternalizzati, i quali per decenni hanno garantito i livelli essenziali di assistenza».

Tiziano Pompili