Ciampino, l’ombra dei privati su Ambiente spa: è battaglia tra i sindacati e il Comune

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C’è ancora l’ombra della privatizzazione sull'Ambiente spa, municipalizzata del Comune di Ciampino. L'allarme, lanciato mesi fa dall'Unione sindacale di base, è tornato d’attualità dopo l'incontro organizzato dai lavoratori, preoccupati per la vociferata vendita della società pubblica e dell’annesso futuro occupazionale.

Secondo l'Usb ci sarebbe “un'incomprensibile decisione della Giunta Lupi di vendere a privati fino all'80% delle quote dell'azienda”. In molti si chiedono dove sia la necessità di privatizzare una società virtuosa come l'Ambiente, che ha appalti per la raccolta rifiuti in 12 comuni, 250 dipendenti e un bilancio in attivo: un unicum eccezionale nel comprensorio dei Castelli, che ha consentito a territori “ricicloni” come Ciampino e Ariccia di arrivare ad oltre il 60% di differenziata porta a porta. Per il referente legale No Inc Castri “ci sarebbe già un offerta di un importante imprenditore italiano”, mentre per l’Usb la vendita sarebbe “la dimostrazione che gli enti pubblici vengono trasformati in spa solo per essere offerti alle privatizzazioni, che tolgono servizi e mettono a rischio l'occupazione. Urge dunque la ripubblicizzazione dell'azienda”.

Il Comune ha tentato di smorzare le preoccupazioni dei lavoratori, spiegando, per bocca del vicesindaco Testa e l’assessore Terzulli, che è intenzione dell’amministrazione mantenere l'azienda in salute. Come? «Abbiamo la volontà di far rimanere l'azienda pubblica e non ho mai parlato di privatizzazione di Ambiente. Possiamo dare spazio al privato, ma decidiamo noi quanto visto che siamo noi a fare il bando (per la vendita dell'azienda) – rassicura Terzulli -. Ripeto, desideriamo che la partecipata rimanga pubblica compatibilmente alla legge».

Tesi sostenuta pure da Testa: «Ad oggi non c'è nessun atto legato alla vendita dell'azienda. Ma se ciò dovesse accadere, non sarà un nostro atto di volontà ma semplicemente un atto obbligato da legge». Ossia quello non vorrebbero dipendenti e sindacato. Molto della sorte della virtuosa municipalizzata dipenderà anche dal futuro quadro normativo sulle società in house a livello nazionale.

Marco Montini