Il parcheggio di Campo Testaccio non si farà

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Una mezza vittoria per i cittadini. Dopo il flash mob organizzato nei giorni scorsi da comitati ed associazioni di quartiere, si giunge alla naturale conclusione della vicenda riguardante la costruzione del parcheggio sotterraneo di Campo Testaccio.

E' di ieri infatti la notizia che il consigliere comunale Pdl e delegato del sindaco per i Pup, Alessandro Viannini ha deciso di «firmare l’ordinanza con cui, dopo numerose diffide, l’Amministrazione pone fine ad una situazione controversa e oggetto di forti polemiche». Un atto che arriva subito dopo la dura contestazione che al grido di "Aripijamose er campo" è esplosa in tutta la sua rabbia in seguito ai continui ritardi e alle numerose diffide comminate ai danni della ditta concessionaria, il Consorzio Romano Parcheggi, incapace di realizzare, secondi i parametri imposti dalla legge, i noti box sotterranei di Testaccio.
 

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Una iniziativa popolare però che non riesce a dipanare una matassa alquanto ingarbugliata : se oggi infatti sull'area si allontana lo spettro della speculazione edilizia e della trasformazione urbanistica prodotta da un Pup, è vero che almeno per il momento, crollano anche quelle poche certezze su cui si basavano le speranze di riqualificazione di un vecchio pezzo di storia sportiva capitolina, ormai quasi del tutto scomparso e divenuto nel frattempo un alloggio provvisorio per senza tetto ed indigenti.

Un problema che lo stesso Viannini riconosce: «Ho agito secondo le norme vigenti in materia di Pup ma, a questo punto, diventa di fondamentale importanza intervenire quanto prima per riqualificare Campo Testaccio, uno dei luoghi simbolo dello sport e della tradizione capitolina. La realizzazione del Pup avrebbe, infatti, permesso la riqualificazione dell’area che sarebbe divenuta fruibile ai cittadini. Ora invece la sua sorte è di nuovo tutta da riscrivere. Mi auguro quindi che si possa portare avanti un lavoro di concerto per ottemperare agli impegni presi con i cittadini: Campo Testaccio deve tornare ai romani».

Davide Liberatori