Nodo discarica, Sottile sempre più solo

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Sembra un copione già visto quello sul dibattito per la scelta di Monti dell'Ortaccio, il sito chiamato a sostituire la mega discarica di Malagrotta. Stessi attori, analoga la trama del racconto iniziato più di un anno fa. Oggi nei panni del commissario per l'emergenza rifiuti c'è Goffredo Sottile, che come il suo predecessore, Giuseppe Pecoraro, sembra destinato a cadere nei grovigli degli affari che ruotano attorno alle discariche. E le ultime indiscrezioni provenienti dalle aule di giustizia ne sono la prova “provata”. Ieri la notizia dell'apertura di una nuova indagine sul patron di Malagrotta ha fatto il giro delle scrivanie degli enti facendo gridare alle dimissioni immediate di Sottile. L'accusa per Cerroni sarebbe di associazione a delinquere, estorsione, truffa e traffico illecito di rifiuti e riguarderebbe tre filoni d'inchiesta: Malagrotta, l'inceneritore di Albano e gli scavi a Monti dell'Ortaccio.

L'amministratore Francesco Rando sarebbe già iscritto nel registro degli indagati e sarebbero addirittura state individuate delle collusioni con l'Arpa e la Regione. Sotto la lente, in particolare, sono finiti i lavori eseguiti nella cava di Monti dell'Ortaccio, che avrebbero intaccato anche la falda posta al di sotto. Un accertamento che già di per sè negherebbe il via libera al sito. Intanto ieri è arrivato il secondo no da Regione, Provincia e Comune, una decisione annunciata già un giorno prima ai comitati. L'atteso vertice in ministero si è trasformato in un semplice deposito dei pareri tecnici dei tre enti sovracomunali chiamati a esprimersi. Il Municipio XV già tre giorni fa aveva presentato il suo parere contrario.

Dalla parte di Sottile restano ora solo le Soprintendenze, poca "roba" visto la conformazione geologica del terreno. Il commissario ha ora tutto il weekend per decidere. «Al momento non mi pare ci siano elementi certi in base ai quali io debba interrompere la procedura iniziata» – ha detto ieri alle agenzie. «Bisognerebbe vedere le carte – ha aggiunto – che sono vincolate dal segreto istruttorio. Se fosse davvero indagato? Devo vedere come vanno avanti l'attività da parte del pm, poi deciderò». Il dubbio è se andare avanti nonostante i pareri negativi e le inchieste in corso, o rassegnare, a questo punto, le dimissioni e rimettere la decisione nelle mani del Governo. Che sulla scia dell'emergenza in Campania potrebbe affidare tutto alle grandi aziende di smaltimento europeo. Ma pagando. Poi con il nuovo sindaco e il nuovo governatore si potrebbe vagliare una decisione più "comoda". La decisione finale potrebbe giungere mercoledì. Per quella data i comitati della Valle Galeria hanno già organizzato un’assemblea pubblica. Nella stessa giornata i Municipi XV e XVI saranno ricevuti dalla Bicamerale, per l’inchiesta sui rifiuti. Forse chissà, altre novità e scoop sulla questione. Ma per oggi ne abbiamo davvero abbastanza.

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