«Alunni ostaggio di rom e rifiuti»

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E’ polemica attorno all’istituto scolastico di via Greve alla Magliana. Il consigliere del Pdl del Municipio  XV, Augusto Santori, ha rimarcato una situazione di assoluto degrado. «Nonostante le continue verifiche  del XV Gruppo della polizia locale di Roma Capitale e i costanti interventi dell’Ama – sostiene Santori – la situazione  di salubrità igienico-sanitaria e di decoro della scuola continua a essere preoccupante, così come altrettanto  gravi sono i ripetuti appelli lanciati da diverse  settimane a questa parte dai genitori dei bimbi che frequentano  la scuola».

Il consigliere municipale racconta come nel plesso scolastico di via Greve, interessato tra  l’altro da qualche giorno da alcuni lavori al suo interno per ospitare anche numerosi bimbi della scuola Sciascia a oggi ancora inagibile, sono ospitate diverse classi del  Municipio XV sia per la scuola dell’infanzia che per le  elementari.

«L’istituto – sostiene Santori – rappresenta  da sempre un sito purtroppo soggetto alla formazione di discariche abusive di rifiuti ingombranti e al furto dei tombini, nonché allo stazionamento di diversi nomadi  negli orari serali e notturni». Una situazione inaccettabile  che pone la scuola in un grave stato di degrado. «Una  problematica che vive l’intero quartiere Magliana – conclude  Santori – nell’immobilismo sia del Municipio sia di  Roma Capitale nel prestare servizio alla cittadinanza residente,  sempre più assediata da fenomeni che stanno  creando intolleranza tra i cittadini, degrado urbano, costanti  forme di illegalità e inquinamento ambientale».

Il consigliere del Pdl conclude auspicando che a breve  «oltre alla politica degli sgomberi, sempre necessaria  ma evidentemente non più sufficiente, seguano interventi  concreti ed efficaci per arginare il fenomeno degli insediamenti  abusivi di rom, dello stazionamento di camper e dell’impunità di cui godono i senza fissa dimora che  con carrelli e ganci di fortuna rovistano quotidianamente  i cassonetti della Magliana. La speranza – chiosa Santori  – è che non sia l’ennesimo appello a cadere nel vuoto».

Tiziano Pompili