Assalti neofascisti ai licei romani

0
55

Come un tornado hanno portato caos e panico nel liceo Giulio Cesare. All'improvviso, una ventina di ragazzi, incappucciati e a volto coperto, hanno fatto irruzione ieri intorno a mezzogiorno nell'istituto di corso Trieste e con rapidità preso d'assalto corridoi e aule.

Gli studenti, che in quel momento stavano seguendo le lezioni hanno assistito prima stupiti, poi impauriti a un vero e proprio blitz organizzato da coetanei che sventolavano bandiere nere, lanciavano fumogeni e urlavano "viva il Duce" correndo nella scuola. La bidella ha raccontato di essersi trovata davanti a un'avanguardia di tre giovani che tenevano in mano dei bastoni, forse le aste degli stendardi.

Alcuni alunni hanno detto di aver visto un altro bidello strattonato dagli "invasori", poi il fumo ha invaso i piani dell'edificio, i ragazzi si sono riversati all'esterno e il traffico intorno alla scuola è andato in tilt. L'azione di rappresaglia è stata rivendicata qualche ora dopo con un comunicato ufficiale di Blocco Studentesco, gruppo affiliato al movimento di estrema destra Casapound.

Nella nota i militanti spiegano che «si è trattato di un atto contro i tagli e per difendere la scuola pubblica dalla spending review approvata dal governo Monti». E in merito al presunto uso di armi contundenti Casapound ha negato e ribadito il valore dimostrativo e «senza violenza» della manifestazione. Ma la polizia chiamata dal personale scolastico ha intercettato il gruppo che fuggiva dopo l'incursione e ne ha fermati due, minorenni. Trovati in possesso di volantini sono stati portati nel commissariato di villa Glori, e potrebbero essere denunciati per manifestazione non autorizzata. Anche i colleghi dell'arma hanno fermato tre giovani mentre scappavano.

Nessuna rivendicazione, invece, per il blitz tentato la stessa mattina nel liceo Mameli. Alcuni ragazzi hanno scavalcato i cancelli d'ingresso, ma sono stati fermati dal personale scolastico che ha chiuso in tempo il portone, impedito l'irruzione e preso i numeri di targa di auto e motorini con cui i ragazzi si sono dati alla fuga. Ora le informazioni raccolte sono al vaglio degli investigatori che non escludono un legame tra le due azioni. È da confermare quale dei due blitz sia avvenuto prima, ma gli agenti hanno reso noto che uno dei fermati in via Archimede, nelle vicinanze del classico Mameli, aveva memorizzate sul cellulare le foto dell'incursione al Giulio Cesare.

Anche il liceo Avogadro sarebbe stato teatro di una gazzarra organizzata da un gruppuscolo di estremisti di destra, respinti dagli stessi studenti. Lo denuncia Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e Presidente del Consilio del Municipio XVII secondo cui «è evidente che c’è stata un’azione pianificata che ha coinvolto, non a caso, tre importanti licei romani tutti situati nel quartiere Parioli».

Una ferma condanna della protesta è giunta da più "voci" del mondo istituzionale romano. «Roma non può tollerare che si torni alla violenza come strumento di lotta politica, ripercorrendo gli anni bui del passato», ha dichiarato Giorgio Ciardi, delegato del sindaco Alemanno alla Sicurezza. Gli ha fatto eco Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, che ha parlato «Di blitz di stampo squadrista da parte di ragazzi che, istigati da cattivi maestri, mi fanno pena: perché stanno insegnando loro ad esprimersi solo attraverso la violenza e non per mezzo della partecipazione democratica. Non andranno da nessuna parte perché sono una inconsistente minoranza».

Elena Amadori