Via il parco, cittadini ignorati

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A piazzale della Radio, Comune e Municipio XV vogliono cancellare il giardino pubblico per costruire un parcheggio interrato di circa 500 posti auto. Il progetto prevede di eliminare decine di alberature, tra cui 22 platani di altezze e circonferenze considerevoli (di 17 si sostiene che possano essere espiantati e ricollocati altrove) insieme ad acacie di Costantinopoli e alberi di Giuda.

In cambio la piazza verrebbe trasformata in un’arena per spettacoli all’aperto, con tanto di maxischermo e gradinate incastonate in una gigantesca vasca acquatica. Uno spazio da fruire soprattutto di sera, dato che di alberi non se ne vedrebbe più, letteralmente, l’ombra: la stessa relazione agronomica del progetto ammette che “il solaio [la superficie del parcheggio] non potrà sostenere carichi eccessivi” e che “le nuove fioriere non hanno dimensioni sufficienti ad accogliere alberature di grandi dimensioni”. Quindi solo qualche alberello e qualche cespuglio qua e là.
 

«Fermate il Pup a Piazzale della Radio»
 

Un cambiamento decisamente drastico, per un quartiere che persino il sito del Municipio definisce afflitto da “alta densità di abitanti e assenza di verde pubblico”, che sta andando in porto senza che nessuno abbia mai consultato in proposito i residenti, anzi, a loro totale insaputa. Sul mensile “Abitare” di ottobre c’è la storia del parco Superkilen, un progetto nato con l’obiettivo di favorire l’integrazione nel quartiere più multi-culturale di tutta Copenaghen.

I tre progettisti che hanno vinto il bando del Comune hanno portato nel nuovo spazio storie e realtà urbane provenienti da tutto il pianeta: attraverso i giornali, la radio, internet, hanno chiesto agli abitanti di suggerire oggetti di arredo urbano, raccogliendo proposte dalle 57 comunità etniche presenti sul territorio. Il costo: 7 milioni 700mila euro per la sistemazione di un’area di 30.000 metri quadrati.

Una cifra paragonabile al costo previsto per la sistemazione di piazzale della Radio, che raggiunge poco più di 2 milioni di euro per una superficie che dovrebbe essere grosso modo 7500 meri quadrati. La differenza è che a Copenaghen utilizzano normalmente quelle buone pratiche di progettazione partecipata che a Roma troppo spesso vengono lasciate nel cassetto. E anche che, come in tutte le capitali europee, il Comune ha fatto un bando pubblico. E’ vero che in questo caso, pur trattandosi di suolo pubblico, chi paga la sistemazione della piazza è il privato che costruisce sottoterra i box e i posti auto a rotazione.

Però sorge una domanda: se la sistemazione della piazza con arena e vasca acquatica costa circa 2 milioni di euro, e gli oneri concessori che saranno corrisposti dalla ditta che costruisce il parcheggio ammontano, come ci risulta, a circa 600.000 euro, chi paga la differenza? Se fosse il Comune a mettere mano al portafoglio, forse dovrebbero essere rimesse in discussione un po’ di cose, oltre alla necessità di condividere con i cittadini la scelta di cancellare un giardino pubblico. Per esempio i criteri di assegnazione della progettazione e della realizzazione di un’opera superficiale così importante e costosa. E se a Copenaghen fanno così, perché non si può fare lo stesso a Roma Capitale?

Anna Maria Bianchi
Coordinamento Comitati No Pup