No al raddoppio di via Acilia

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In via di Acilia sono ripresi i sondaggi archeologici previsti per la realizzazione del raddoppio dell’arteria che collega la via Ostiense con la Cristoforo Colombo. Ma a preoccupare, nuovamente, l’associazione culturale Severiana è la presunta regolarità dei lavori.

Dopo l’esposto del settembre scorso che portò al blocco del cantiere per la mancanza dei preventivi sondaggi, si ripeterebbe la stessa scena. Da giorni, infatti, si starebbe scavando lungo la via di Acilia, nel tratto compreso tra l’incrocio con via Mimnermo fino al traliccio con le antenne in direzione della neoconsolare, senza che vi sia alcun cartello che indichi i lavori in corso, il committente, la ditta esecutrice, la durata e l'importo. Di qui il “dubbio” sulla conformità degli interventi. «L’area – ricordano all’associazione – è nota già dal 1956 quando grazie a dei lavori di scavo per tracciare un acquedotto venne alla luce lo spianamento di una piccola balza a 500 metri dalla Cristoforo Colombo, sul lato che dà verso Axa».

Le successive indagini rivelarono la presenza di numerosissimi oggetti, tra cui 150 reperti di notevole interesse. «Nel 1991”, spiega Andrea Schiavone, presidente di Severiana, “su tutta la zona fu posto un vincolo archeologico dall’allora sottosegretario ai beni culturali, Gianfranco Astori, “prontamente” rimosso dopo il ricorso al Tar del Lazio da parte dei costruttori». Si tratta dunque di un giacimento preistorico di superficie che nel passato non ha subito sconvolgimenti così da conservarsi pressoché integro. I ritrovamenti preistorici furono attribuiti alla cultura musteriana di tipo pontiniano (datata tra i 120.000 e i 35.000 anni fa, Paleolitico medio) e qualcuno al Paleolitico superiore (35.000-9.500 anni fa).

Si tratta pertanto di testimonianze preziose da preservare e custodire in quanto bene comune. Anche stavolta, però, ci sarebbero delle “incongruenze” sulle quali l’associazione intende sia fatta chiarezza. Proprio in considerazione del fatto che l’area è parte di un importante sito, Andrea Schiavone sottolinea che “il nulla osta per la realizzazione dell'opera sarà rilasciato solo dopo che saranno state effettuate le richieste indagini preventive di scavo: anche stavolta informeremo con un esposto gli organi competenti augurandoci che non si tratti di un ulteriore abuso».

Il raddoppio della via di Acilia, un’opera attesa sul territorio da oltre quindici anni in quanto necessaria per lo snellimento della viabilità su un’arteria perennemente congestionata dal traffico, era stato avviato l’estate scorsa. Decisamente in sordina. Erano state rilevate delle “irregolarità” dall’associazione quali la mancanza di programmazione dei sondaggi previsti nella convenzione con Le Terrazze del Presidente e l’assenza di indicazioni sulla consistenza e durata dei lavori. Dopo l’esposto del 18 luglio, Severiana ha avuto notizia dal XIII Municipio che il cantiere era appena stato fermato dalla Soprintendenza ai beni archeologici. E adesso?