Botteghe strozzate dal caro affitti

0
35

Prima la libreria Croce, poi il bar dei socialisti, dopo ancora Piperno a Campo de’ Fiori e La Casa delle Bambole. Adesso la pelletteria Piferi. La lista delle botteghe storiche costrette a chiudere i battenti negli ultimi anni a causa del caro affitti diventa sempre più lunga. Un’emorragia senza precedenti, che sta dissanguando l’anima più autentica del commercio e dell’artigianato romani e per la quale, soprattutto, non sembrano esserci armi di difesa adeguate nonostante alcune attività, almeno in teoria, si trovino sotto vincolo di tutela per aver aggiunto il riconoscimento di storicità.

Nel caso della pelletteria Piferi, fondata nel 1934 e punto di riferimento importante in via Federico Cesi, il colpo di grazia è stato inferto da un aumento del canone di locazione del 45%. Da 900 euro mensili a una richiesta di 1300, in un periodo di piena recessione e di contrazione degli affari per la maggior parte delle attività. Con una proiezione di una quota di 3000 euro da versare nel 2016.

«Intollerabile, per un locale di 28 mq più 12 di magazzino – dice Giulio Anticoli, presidente dell’associazione Botteghe Storiche di Roma e responsabile di Cna Città Storica, lanciando un vero e proprio grido d’allarme -. Nel 1991 le botteghe artigiane erano oltre 5000, oggi sono meno di 2000. Purtroppo dobbiamo prendere atto che è stata intrapresa una strada senza ritorno, che impoverisce la città delle sue tradizioni migliori e dunque delle sue botteghe, a favore di attività che con la tradizione cittadina, non hanno nulla a che vedere".

Per Anticoli la priorità è mettere a punto un insieme di norme che possano tutelare le attività storiche di Roma. «Chiediamo che venga indetto al più presto un tavolo con i rappresentanti delle categorie coinvolte – continua Anticoli – per rendere efficaci le delibere esistenti a tutela delle botteghe storiche. Servono normative adeguate che ne tutelino anche le insegne e gli esterni, un patrimonio architettonico irrinunciabile, per Roma e i romani. Temiamo invece che la deliberazione approvata dall'assemblea capitolina sulle dismissioni immobiliari peggiori il quadro, trasferendo anche i locali commerciali e artigianali alla rendita immobiliare aumentando ulteriormente i canoni d'affitto».

Diego Cappelli