Date alle fiamme le auto di Diakitè

0
41

Una brutta macchia sull'ottimo avvio di stagione della Lazio calcio. Un grave episodio di cronaca ha coinvolto Mobido Diakitè, difensore centrale francese classe 1987. Nella notte tra martedì e mercoledì, infatti, sono andate in fiamme due auto, una Bmw X5 e una Smart, di proprietà del giocatore e una terza, la Ford Ka del suocero, è stata fortemente danneggiata.

L'episodio è accaduto a Cesano, alle porte di Roma dove vive il suocero che aveva ospitato il difensore francese per qualche giorno. Sul posto si sono immediatamente recati i vigili del fuoco e i carabinieri della stazione di Cesano e della compagnia Cassia che si occupano delle indagini.

Secondo le prime indiscrezioni, gli inquirenti non escluderebbero l'origine dolosa: le auto, dunque, sarebbero state cosparse di liquido infiammabile e poi incendiate. Se la versione fosse confermata, si aprirebbero scenari inquietanti e si dovrebbero capire le cause che hanno mosso gli autori del folle gesto.

Diakitè è arrivato nella Lazio nella stagione 2006-07, dunque questa che è iniziata è la settima stagione con la maglia del club biancoceleste. Col tempo il difensore francese si è guadagnato la stima dei tecnici che si sono alternati alla guida della Lazio oltre a quella dei tifosi. Lo scorso anno il difensore ha giocato 25 partite in serie A realizzando anche una rete e dimostrando di essere uno dei punti di forza della difesa della Lazio. Ma quest'anno, qualcosa si è rotto. Diakitè, infatti, è ai margini della rosa del nuovo allenatore Vladimir Petkovic, tanto che non è stato nemmeno inserito nella lista Uefa dei giocatori partecipanti all'Europa League (stasera la Lazio gioca ad Atene contro il Panathinaikos e il francese non è stato convocato).

Secondo molti addetti ai lavori su questa scelta tecnica ha influito la vicenda contrattuale di cui il giocatore è protagonista. Il difensore francese, infatti, ha il contratto in scadenza a giugno e per il momento ha rifiutato le varie proposte di rinnovo della società del presidente Claudio Lotito.

Tiziano Pompili