Rifiuti all’estero e proroga di Malagrotta

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Alla fine è stata adottata la soluzione più semplice, quella più facilmente prevedibile e condivisa. E forse non c'era bisogno neanche di un commissario per capirlo visto che per giunta i costi dello smaltimento aumenteranno. Ieri il delegato del Governo per l'emergenza rifiuti nel Lazio Goffredo Sottile di fronte alla commissione Ecomafie ha svelato i piani.

Riassumendo si partirà dalla proroga di Malagrotta, inevitabile visto la scadenza del 31 dicembre, dove andranno a confluire solo i rifiuti trattati. Ma il piano è legato alla firma del nuovo contratto tra Ama e Colari per il funzionamento a regime degli impianti esistenti di trattamento meccanico biologico. E su questo l'opposizione e lo stesso sindaco Alemanno promettono di non fare sconti. C'è in gioco la reputazione per il voto e Malagrotta esaurirà, secondo Cerroni, la propria capacità il 30 aprile. Guarda caso quindici giorni dopo la tornata elettorale.

Poi c'è il timore di finire nell'ennesimo scandalo per il trattamento dei rifiuti, su cui c'è in corso un'indagine della magistratura. Fatto sta che per il commissario pare proprio che senza Cerroni non si possa addivenire a una via d'uscita. E così Sottile lancia una società mista Ama-Colari. «Nella società mista la parte pubblica è maggioritaria e quella privata minoritaria – ha spiegato. E' una buona soluzione».

Il sindaco Alemanno parla invece di bando per mandare i rifiuti all'estero. «Fino a quando la raccolta differenziata non raggiungera' il 40-50% – ha detto ieri il primo cittadino da Auschwitz dove era in visita – dobbiamo portare il 'tal quale' fuori dalla regione in impianti idonei. Il nostro obiettivo – continua – è indire una gara per la fine dell'anno. Chi la vincerà deciderà dove portare i rifiuti, se in Italia o all'estero sul modello di quello che gia' avviene in Campania». Fallita invece l’ipotesi Paliano per il quin to Tmb.

Sottile ha ammesso che «si e' fermato tutto, perche' si pensava di fare una societa' mista Ama- Acea, ma Acea non ha voluto partecipare a questa societa'. Per fare il conferimento diretto era necessario che la maggioranza fosse di Ama – ha aggiunto. Comunque, costruire un quinto impianto richiede tra i 18 e i 24 mesi e noi dobbiamo affrontare il problema da qui a 90 giorni. Questo non esime il commissario dall'obbligo di cercare di realizzare questo quinto tmb». Confermata d’altra parte la scelta di Monti dell’Ortaccio, quale discarica “provvisoria”.

«Io confermo la scelta di Monti dell'Ortaccio quantomeno nelle intenzioni del mio ufficio, per la semplice considerazione che non vedo altri siti idonei – ha detto Sottile. In questa vicenda comanda l'urgenza. Malagrotta si sta esaurendo e quindi bisogna agire con tempestivita' nel trovare il sito sostitutivo. Credo che insistere su Malagrotta fino al limite per i quantitativi che possono essere conferiti, e quindi stressare una discarica gia' di per se' lungamente stressata, sia una decisione peggiore rispetto a quella di aprire una nuova discarica».

Carmine Seta