Al via nuovo modello sperimentale per malati Aids e Hiv

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Un nuovo sistema sperimentale di servizio a carattere socio-assistenziale in favore delle persone con Aids e Hiv "in grado di ampliare il numero delle persone assistite a domicilio sul territorio di Roma Capitale". A presentare in Campidoglio il nuovo modello assistenziale, il vicesindaco Sveva Belviso, insieme al presidente della Commissione speciale Politiche sanitarie di Roma Capitale, Ferdinando Aiuti.

La sperimentazione, che si inserisce nell'ambito della riforma dell'assistenza domiciliare dedicata ad anziani e disabili partita lo scorso ottobre, avrà la durata di un anno e prevede una nuova modalità di erogazione del servizio in grado di favorire l'accesso a coloro che risultano averne più bisogno. Una commissione tecnica avrà il compito di valutare le necessità di coloro che faranno richiesta del servizio ed elaborerà un piano di intervento personalizzato tenendo conto di tre livelli di intensità assistenziale (alto, medio e basso).

La commissione valuterà le domande pervenute dalle strutture sanitarie e sociali territoriali, attraverso l'individuazione di nuovi parametri: la percentuale di invalidità dovuta alla malattia o all'infezione, il reddito Isee, la situazione famigliare e abitativa. Un'attenzione particolare è stata poi dedicata ai minori affetti dalle patologie, per i quali è prevista, da parte degli operatori impiegati nel servizio, una formazione specifica che permetta loro di prepararli ad affrontare le problematiche connesse alla patologia. 

"Con la riforma dell'assistenza dedicata alle persone affette da Aids conclamato e a quelle che sono entrate in contatto con il virus prosegue un processo di cambiamento che abbiamo messo in campo da più di un anno a favore delle persone più fragili". – ha detto Belviso. "La commissione Politiche sanitarie all'unanimità in collaborazione con il coordinamento romano Hiv e tutte le associazioni e cooperative operanti nel territorio – ha aggiunto Aiuti – ha indicato nuove linee guida per l'assistenza domiciliare.

L'assistenza sarà offerta sulla base della valutazione della gravità clinica delle persone con infezione da Hiv, non solo Aids. Questo modello sperimentale potra' essere applicato anche ad altre patologie e darà sostegno alle persone con maggiori bisogni socio-assistenziali".