Emergenza neve, Profeta nei guai

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Dopo quasi un anno, torna alla ribalta l’emergenza neve che lo scorso febbraio mise in ginocchio la capitale, suscitando un vespaio di polemiche contro l’Amministrazione Alemanno. A riportare la vicenda sotto i riflettori è l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma a carico del responsabile della protezione civile di Roma, Tommaso Profeta, indagato con due sue collaboratori per aver dato l’ok alla distribuzione di un sale che sarebbe risultato nocivo.

Secondo una consulenza, infatti, nel sale antighiaccio sparso su strade, marciapiedi e scale della metro ci sarebbe stato “cloruro di calcio di idrato”. Il fascicolo è stato aperto dopo una denuncia del sindacato di base Usb che all’epoca sostenne come il sale in questione avesse provocato una serie di irritazioni alla pelle degli addetti dell’Ama e, in alcuni casi, anche corrosione dei guanti in dotazione.

In sostanza, secondo la consulenza e la stessa Procura, il sale conteneva cloruro di calcio di idrato in una percentuale risultata fortemente irritante. E la stessa direzione provinciale dell’Ispettorato del lavoro verificò alcuni casi di irritazioni cutanee su alcuni dipendenti Ama entrati a contatto con la sostanza.

L’inchiesta sul sale tossico nasce come stralcio di quella sui disservizi a Roma durante una nevicata dello scorso inverno e per la quale è stata chiesta l’archiviazione. Il via libera allo spargimento di quel sale arrivò proprio dal X Dipartimento Tutela Ambiente e Protezione Civile del Campidoglio con disposizioni che riportavano la firma di Tommaso Profeta e degli altri due dirigenti oggi finiti nel registro degli indagati.

«Quel tipo di sale – spiega Maria Teresa Pascucci dell’Esecutivo provinciale Usb di Roma – va utilizzato solo in grandi spazi, come autostrade o aeroporti, e sparso con mezzi meccanici appositi. Esattamente l’opposto di quello che è stato fatto a Roma in quei giorni quando il sale fu sparso in spazi piccoli e circoscritti come davanti alle scuole, alle fermate metro e persino all'ospedale Bambino Gesù. Il tutto – rincara la dose Pascucci – con le mani senza l’ausilio di mezzi meccanici e soltanto in una seconda fase con le pale. I lavoratori dell’Ama, non appena hanno cominciato ad aprire i sacchi e a depositare il sale, hanno avuto problemi ai guanti che si sono seccati nel giro di pochi secondi, per poi corrodersi e rompersi. Altri – prosegue la sindacalista – hanno avuto problemi di irritazione agli occhi e alla pelle, con veri e propri rush cutanei e problemi respiratori».

E infatti la segnalazione dell’Usb alla magistratura è partita quando i lavoratori hanno dichiarato di aver avuto malori e irritazioni cutanee in seguito allo spargimento del sale, il cloruro di calcio di idrato. L’Usb «per accertare l'effettiva nocività di quel sale» si è rivolto a una biologa del Cnr di Pisa: «La sua relazione – spiega Pascucci – è allegata alla denuncia presentata alla Procura della Repubblica e all’Ispettorato del lavoro. Ama – conclude la sindacalista – non ha verificato cosa stava distribuendo e quindi non ha garantito le necessarie misure di sicurezza ai lavoratori e ai cittadini».

Dal canto suo la Protezione civile di Roma Capitale si difende: «Sono stati acquistati e utilizzati prodotti regolarmente impiegati allo scopo – si legge in una nota – e tutte le indicazioni d’uso sono state fornite ai responsabili dei vari settori operativi, ciascuno dei quali è datore di lavoro, in occasione delle molteplici riunioni tenutesi al Centro Operativo Comunale, insediato presso la Protezione civile». «Le modalità d’uso del prodotto utilizzato – si sottolinea ancora nel comunicato – sono stampate in grande evidenza sulla confezione. Si precisa, inoltre, che la Protezione civile coordina le attività in emergenza rispetto alle quali ciascun braccio operativo è datore di lavoro per le forze impiegate, e quindi è soggetto agli obblighi di legge che ne derivano».

Paolo Bianchini (Pd), presidente della Commissione provinciale Lavoro, parla di «una vicenda da chiarire subito» e si chiede: «Alemanno era a conoscenza dell’autorizzazione per l’utilizzo di cloruro di calcio da parte del Comune? O era troppo impegnato a farsi immortalare con la pala e a studiare la relazione tra millimetri di pioggia e centimetri di neve?».

Ester Trevisan

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