Monti dell’Ortaccio, il Governo va avanti

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Tensione a livelli altissimi sui rifiuti. La situazione sembra davvero ad un passo dall'implosione e gli ultimi incontri della commissione Petizioni dell'Unione Europea sembrano confermarlo.

Solo lunedì c'era stata l'audizione dei cittadini che avevano confermato il forte no alla discarica di Monti dell'Ortaccio. Ieri, però, la stessa Commissione ha ascoltato il parere, completamente agli antipodi, del ministro dell'Ambiente Corrado Clini e del commissario per l'emergenza rifiuti a Roma Goffredo Sottile. «Alternative a Monti dell'Ortaccio non ce ne sono – ha tuonato quest'ultimo -. Rischiamo dal 1 gennaio 2013 di avere i rifiuti nelle strade di Roma. L'alternativa a Monti dell'Ortaccio sono i rifiuti a via Nazionale». «Abbiamo esaminato tutto l'esaminabile – ha aggiunto – e siamo purtroppo arrivati alla conclusione che non ci sono alternative. Nelle discariche della provincia non ci sono volumetrie alternative».

Poi sulla fattibilità del sito Sottile sostiene che si tratta di vedere com'è la situazione della falda. «Ci sono due versioni – dice il commissario -. Il proponente del progetto dice che il laghetto si forma perché il terreno sottostante è argilloso ed impedisce il deflusso delle acque che sono superficiali. L'autorità di Bacino dice di accertare bene come stanno le cose. Adesso vediamo come Colari risponde».

Quanto alla possibilità di inviare parte dei rifiuti della capitale all'estero, Sottile conferma di aver proposto la cosa all'inizio del mandato e di essere stato “aggredito” da tutti. «La strada è percorribile e quindi li porteranno fuori, ma non lo faccio io ma il Comune». «Visto che nessuno sceglie, scegliamo noi» è il tranciante giudizio del ministro Clini. «La storia di Roma è esattamente questa, ossia che ogni proposta che viene formulata trova un'opposizione e nessuno si assume la responsabilità di scegliere. E le scelte – aggiunge – purtroppo piacciono a qualcuno e ad altri no. Noi ci assumiamo la responsabilità purtroppo in un ambiente nel quale l'esercizio della responsabilità non è molto praticato».

Il ministro attacca poi l'operato delle amministrazioni capitoline alternatesi nel tempo: «E' scandaloso – dice – che in questi anni il Comune e i cittadini di Roma invece di pretendere il trattamento dei rifiuti hanno consentito che i rifiuti non trattati andassero in discariche avendo come vantaggio una tariffa bassa». Clini si augura poi che a Roma si riesca a gestire il ciclo dei rifiuti in maniera tale da renderlo autosufficiente e intanto rimarca che si sta lavorando sulla norma che impedisce alle regioni del nord Italia, in particolare quelle che hanno impianti di trattamento rifiuti e di incenerimento, di accogliere rifiuti urbani delle regioni del Sud. In tutto questo c'è la posizione della Commissione Europea, contraria alla scelta di Monti dell'Ortaccio come appare chiaro dal commento della presidente Erminia Mazzoni. «Conserviamo una riserva su questo sulla quale indagheremo. C'erano altre ipotesi nel piano regionale e i poteri straordinari che consentono al commissario di andare oltre l'indicazione dei 7 siti contenuti nel piano».

Un'idea confermata anche da Guido Milana e Roberto Gualtieri, eurodeputati Pd membri della delegazione ufficiale in visita a Roma. «L’audizione del prefetto Sottile davanti alla Commissione Petizioni, alla presenza del ministro dell’Ambiente Clini, continua a non fugare i dubbi sull’individuazione del sito di Monti dell’Ortaccio e la sua strategia risulta non pienamente comprensibile ». Sembra davvero che i nodi stiano arrivando al pettine.

Tiziano Pompili