Pomezia, Sigma Tau: futuro nero per decine di dipendenti

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Delusione, ma anche rabbia. Questi i sentimenti dei cassaintegrati della Sigma Tau, che avevano riposto le loro speranze nella presentazione del piano industriale dell’azienda farmaceutica, illustrato alle organizzazioni sindacali il 29 ottobre nella sede romana di Unindustria.

Se da un lato l’A. D. Montevecchi ha presentato un piano che prevede, nel prossimo triennio, una «maggiore focalizzazione sul alcune Aree strategiche per l’azienda» con un investimento di 125 milioni di euro nei prossimi 3 anni, suddivisi in 75 per Ricerca e Distribuzione, 25 per il settore Tecnical Operations, 22 per il settore commerciale e 3 per il RIS informatica e comunicazione, oltre alla volontà di produrre e commercializzare farmaci generici a marchio Sigma Tau, dall’altra sono state annunciate ulteriori riduzioni di personale, «necessarie per la sopravvivenza dell’azienda stessa».

Azienda che ha preannunciato di voler privilegiare la mobilità ordinaria sia per i dipendenti già in CGIS che per i nuovi esuberi che si verranno inevitabilmente a creare.

Verranno esternalizzati servizi come le attività sperimentali farmaco-tossicologiche, la gran parte delle attività chimico biologiche di discovery ed alcune attività amministrative. Il motivo, spiega l’ad, va ricercato nella «situazione nazionale del settore farmaceutico, che comporterà per la Sigma Tau una riduzione del margine operativo lordo di 43 milioni di euro nel 2012/2013».

Le organizzazioni sindacali presenti all’incontro hanno accolto con favore l’impegno economico illustrato dall’azienda, ma hanno espresso forti perplessità sulle scelte riorganizzative e le relative ricadute occupazionali del piano. Per questo è stato chiesto un nuovo incontro, che si terrà il 5 novembre.

Maria Corrao