Aree gioco per bimbi, queste dimenticate

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In difesa del diritto di giocare all’aria aperta. Ecco come comitati di quartiere e gruppi di residenti si mobilitano per garantire ai propri bambini spazi verdi adeguati e attrezzature ludiche sicure. La guerra a incuria e degrado si combatte segnalando agli organi competenti tutto ciò che nei parchi pubblici non è a misura di bambino: rifiuti, cacche e pipì di cani, frammenti di vetro e metallo, ma anche tutti quei fattori che rendono pericolosi scivoli e altalene, come la pavimentazione non idonea e i bulloni lenti.

E quando segnalare non basta, i frequentatori delle aree ludiche scendono in campo in prima persona per tutelarne igiene e sicurezza promuovendo petizioni, ma anche con interventi di pulizia fai da te, come nel caso del parco Bracci a Primavalle, o con l’autofinanziamento, come per quello di via Caselli, a Marconi. Diversi quartieri, diverse tipologie di aree verdi, diversi gestori, eppure basta raccogliere le testimonianze delle mamme sulle panchine per rendersi conto che le problematiche di fondo sono le stesse.

Prime tra tutte, le carenze manutentive e strutturali: «Nel parchetto di via Mascagni, nel municipio II, alcuni pezzi di ferro sporgono dal terreno vicino alle strutture» denuncia il nonno di Mattia. «In quello di via Bosco degli Arvali la pavimentazione è sbeccata e pericolosa» gli fa eco la mamma di Ilaria. «A Piazzale Manila da oltre un anno ormai lo spazio giochi risulta abbandonato e le attrezzature rotte» tuona una residente del Flaminio. E poi c’è l’incuria, denominatore comune per i disagi sostenuti in vari spazi verdi del territorio capitolino: «Il parchetto vicino alla stazione San Pietro è vittima del degrado e i senzatetto vi passano la notte riparandosi nei giochi» segnala la mamma di Leonardo e una frequentatrice del Parco Celli a Colli del Sole rincara la dose mostrando come, tra gli evidenti segni di bivacchi notturni, un pezzo di ferro emerga dalla struttura interrata degli scivoli.

Al parco di via Monte Manno, nel Municipio IV, i rifiuti la fanno da padrone» testimonia la mamma di Giada. E l’area giochi di Malafede, dopo essere stata danneggiata da un incendio, non è più stata risistemata. Ma le richieste delle famiglie non riguardano solo i parchi esistenti, ma anche quelli da creare in una città in cui il cemento avanza e il verde non basta mai. Secondo l’indagine condotta nel 2010 dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici del Comune di Roma, il municipio di gran lunga più rigoglioso risulta il XIII con oltre 12 milioni di metri quadrati di verde totale, benché i municipi V, VII e XII possiedano “verde attrezzato di quartiere” più ampio e il I abbia il numero maggiore di aree a verde.

Meno spazi, invece, nei municipi III, IX e XVIII. Si tratta però di dati “mobili”, che tendono a cambiare spesso perché per tanti parchetti abbandonati, altri sono stati approntati e altri ancora sono in fase di realizzazione: la Provincia di Roma ha stanziato 2 milioni per la creazione entro la fine dell’anno di circa 30 nuove aree ludiche nella capitale.

Francesca Bastianelli