I fascisti tornano a marciare su Roma

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Si annuncia un sabato di fuoco per la capitale. Roma “trema” e discute per il corteo organizzato dal Movimento sociale europeo, a cui aderiranno alcune organizzazioni di altri paesi europei di ispirazione neofascista e neonazista.

La manifestazione partirà da piazza Risorgimento e raggiungerà piazza Cavour: sarà di fatto la prima uscita del gruppo promosso dagli attivisti di Giuliano Castellino (il suo disimpegno dalla Destra sta lasciando il segno con significative adesioni di componenti del movimento giovanile all'Mse) e da Lotta europea.

Un Movimento che ha già “fatto notizia” con l'occupazione del palazzo di via Clitunno e con quella della sede dei Servizi Sociali del Comune di Roma di via Manzoni. E che crea preoccupazione nelle forze politiche, soprattutto di sinistra. Il membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII, Giovanni Barbera, sottolinea come l'evento stia suscitando diverse discussioni e richieste di revoca su internet e sui social network. «E’ gravissimo – dice Barbera – che Prefettura e Questura finora non abbiano accolto le richieste di revocare una manifestazione dal chiaro significato apologetico che attraverserà l’intero rione Prati coinvolgendo due piazze storiche della città. E pensare che non appena un mese fa la Questura impedì, in tutti i modi, agli antifascisti romani di poter attraversare, per un brevissimo tratto, lo stesso rione Prati per lo svolgimento del corteo che ricordava la morte di Walter Rossi, giovane ucciso nel 1977 ad opera dei fascisti. Il corteo fu deviato su un percorso in salita, a Monte Mario, in una zona poco frequentata, con lo scopo di ridimensionare il valore simbolico e la visibilità della manifestazione. Percorso che alla fine, dopo una estenuante trattativa, fu accettato dagli organizzatori solo per senso di responsabilità».

Il presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII sottolinea, invece, come in questa occasione «a poche centinaia di persone facenti parte di organizzazioni tristemente note in Italia e in Europa per le loro ideologie razziste e xenofobe e per i loro comportamenti anche violenti, verrà permesso di attraversare una parte del centro storico di Roma con parole d’ordine apologetiche che in qualsiasi paese civile sarebbero state bandite e che nel nostro ordinamento giuridico si configurano, per fortuna, ancora come reati. Il tutto, in una città che ancora, oggi, porta i segni delle aggressioni e delle scorribande dei gruppi neonazisti e neofascisti, finora “protetti” e tutelati politicamente da diversi esponenti istituzionali.

«E’ evidente – conclude Barbera – che tutto ciò rischia di alimentare un clima incandescente per sabato prossimo. La Roma antifascista non può più permettere tutto ciò». Per questi motivi l'esponente di Prc e Fds rinnova l’invito a Prefettura e Questura a rivedere la propria decisione e a tutte le forze democratiche «di prendere una posizione netta e chiara su tale richiesta».

Posizione che ha già espresso palesemente il presidente nazionale Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia) Carlo Smuraglia che, ricordanto il programma di impegno antifascista lanciato dall'Associazione lo scorso 25 luglio, ha detto senza mezzi termini che «la misura è ormai colma e si deve finalmente porre fine a questa orgia di apologia del fascismo e dell’ideologia di un partito che ha ucciso oppositori, altri ne ha destinati a lunghi periodi di detenzione e/o di confino, ha mandato a morire tanti giovani in guerre assurde e perdute, ha perseguitato gli ebrei con le leggi razziali e in tante altre forme, in aiuto alle barbarie dei nazisti».

Tiziano Pompili