Collatina, area archeologica figlia di un dio minore

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Pochi lo sanno, ma tra il quartiere di Nuova Ponte di Nona e quello di Colle degli Abeti, nel fosso Benzone, c’è un’area verde di interesse storico e naturalistico. E’ situata in una stretta vallata e, forse proprio per la sua conformazione, si è mantenuta pressochè intatta, al riparo dall’urbanizzazione.

Passeggiando per circa un chilometro in questo bosco ricco di vegetazione e composto in prevalenza di abeti, si scorge il tracciato dell’antica Collatina, la strada romana che collegava le città latine Collatia e Gabii.

Riportata alla luce nel 2009 durante i lavori di ampliamento della Collatina e poi grazie agli scavi della soprintendenza archeologica, la strada è stata realizzata tra la fine dell’età regia e gli inizi di quella repubblicana, ma il tratto rinvenuto, molto ben conservato, risale all’età imperiale. I basoli di lava della pavimentazione sono come quelli usati nella più nota Appia Antica. Tuttavia, al contrario di quest’ultima, l’antica Collatina è poco conosciuta e versa in uno stato di completo abbandono. Insieme alla strada, sono riemersi i resti di una necropoli e di un’antica stazione di posta.

«In questi anni – spiega Carmine D’Anzica del Comitato di quartiere Nuova Ponte di Nona – l’antica Collatina è stata “mappata” dalla soprintendenza archeologica che ne ha rilevato il grande valore storico. Ma, a causa delle scarse risorse economiche, poco è stato fatto per proteggerla. Così ad oggi il boschetto è un’area verde ancora in mano ai consorzi che eseguono le urbanizzazioni nei due quartieri e resiste tra edificazione selvaggia, discariche e accampamenti abusivi».

E allora perchè non garantire che quest’area rimanga intatta attraverso una sua valorizzazione? Perchè non renderla fruibile, creando un percorso naturalistico e archeologico sul modello del Parco dell’Appia Antica? «Sarebbe bello che i nostri figli potessero passeggiare tra questi alberi sull’antica Collatina e respirare quell’atmosfera che solo la storia e la natura sanno dare – prosegue Carmine – Sarebbe bello se le amministrazioni rilevassero il valore socio-culturale che può avere un’area del genere, la salvassero e la rivalutassero rendendola il Parco della Collatina Antica».

In questo modo un’area così preziosa verrebbe strappata all’attuale incuria e preservata rispetto alle future opere di edificazione. E al contempo si creerebbero le premesse per un diverso sviluppo socioculturale, ma anche economico, di due quartieri nuovi, come Ponte di Nona e Colle degli Abeti.

Valeria Ferroni