Scuola, svastiche al liceo classico Manara

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Svastiche, scritte inneggianti ad Hitler, insulti ai partigiani sono comparse questa mattina sui muri del Liceo classico Manara a Monteverde. Presso l'istituto è prevista il 19 novembre, giorno dell'anniversario della promulgazione delle leggi razziali, un'assemblea con le istituzioni locali in relazione ai blitz di giovani di area di destra in scuole della capitale. 

Continuano intanto le occupazioni di istituti superiori. «Abbiamo deciso di occupare il nostro istituto nella mattinata di oggi – hanno fatto sapere in una nota gli studenti del liceo scientifico Nomentano – perché intendiamo protestare con tutte le nostre forze contro le misure di austerity a cui questo governo impostoci dall’alto ci sta costringendo. Intendiamo protestare a voce alta contro la Legge di Stabilità e contro Il ddl ex Aprea che minano la stabilità e l’esistenza stessa della scuola pubblica. Non abbiamo intenzione di piegarci al governo in alcuna maniera e ai privati in nessuna forma». 

«Continuano a Roma le proteste nel mondo della scuola contro i tagli all’istruzione e il Ddl ex Aprea, e le occupazioni degli studenti si estendono al territorio del XI e del XII municipio: occupati da questa mattina anche il Rousseau, il Platone, il Peano, l’Ilaria Alpi e il Mafai». Così una nota del Fronte della Gioventù Comunista

Secondo Chiara, 18 anni, rappresentante alla Consulta Provinciale degli Studenti di Roma al liceo Rousseau «con l’approvazione del ddl ex Aprea il governo si appresta a dare il colpo mortale alla scuola pubblica, portando avanti il processo di privatizzazione in atto da decenni. La verità – continua Chiara – è che nel nostro Paese è difficile parlare di scuola pubblica quando i suoi principali finanziatori sono ormai le famiglie degli studenti, costrette ogni anno a pagare delle vere e proprie rette, i contributi studenteschi volontari.

Questa è la prima privatizzazione. E’ sempre più chiaro come in Italia un ragazzo, a 14 anni, è costretto a scegliere la scuola da frequentare non in base alle sue attitudini, ma in base al reddito della sua famiglia. A 14 anni il nostro futuro è già segnato, le porte della selezione di classe ci vengono già sbattute in faccia». Secondo F. , invece, 17 anni «come al solito il governo è veloce e impassibile nel tagliare fondi all’istruzione pubblica, proprio quando il suo primo intervento nel settore è stato quello di regalare altri 200 milioni di euro alle private».