Tor Vergata, lezioni di legalità con il garante dei detenuti

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«Si è parlato di legalità, di riscatto sociale e della funzione rieducativa del carcere nel corso di un incontro organizzato all’Università di Roma “Tor Vergata” cui hanno partecipato il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni e Cosimo Rega, uno degli attori/detenuti protagonisti del film “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, che ha conquistato l’Orso d’oro al Festival di Berlino e altri importanti riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui quello di rappresentare il cinema italiano per la scelta delle “nomination” agli Oscar.

L’incontro – cui hanno partecipato decine di studenti – è stato organizzato dalla Facoltà di Lettere e filosofia, all’interno dell’Aula verde di Tor Vergata, per presentare il libro “Sumino ‘o Falco, autobiografia di un ergastolano, scritto dallo stesso Cosimo Rega, peraltro, studente della stessa Università. «Da quando ho conosciuto l’arte la cella è diventata na’ prigione» è la frase di chiusura del film che Cosimo Rega ha ripetuto ai ragazzi raccontando il percorso che lo ha portato dalla prigione a essere un artista apprezzato.

«Sarò davvero libero – ha aggiunto – quando potrò guardare negli occhi alcuni orfani e dire che è tutta colpa mia». Al dibattito, all’insegna di tematiche quali la colpa, il perdono e il senso della pena da scontare in carcere hanno partecipato anche la professoressa Marina Formica, vice preside della facoltà di Lettere e Filosofia di Tor Vergata e il professor Fabio Pietrangeli, insegnante di Letteratura Italiana.

«L’ho conosciuto – ha detto Angiolo Marroni – proprio in occasione di uno spettacolo teatrale, nel 1985. Cosimo ha compiuto un percorso di riabilitazione completo, fatto di voli e cadute, speranze ed illusioni, vittorie e sconfitte, ma alla fine è riuscito ad arrivare dove tutti speravamo arrivasse: all’inizio di una nuova vita. Io credo che, per lui, ci siano anche le condizioni per avanzare una richiesta di grazia al Capo dello Stato».