Trasferimenti alla Barbuta, il tribunale rivede le carte

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Un punto a favore dell'azione legale promossa dall'associazione 21 luglio. E' questo il pensiero del presidente Carlo Stasolla sull'importante udienza tenutasi ieri al Tribunale Civile di Roma sul “caso La Barbuta”, il nuovo «villaggio attrezzato» recentemente realizzato dall'Amministrazione comunale di Roma.

«Il giudice – racconta Stasolla – ha recepito i rapporti depositati in giudizio da Amnesty International e dall'European Roma Rights Centre (Centro Europei per i diritti dei Rom, ndr) e questo non era affatto scontato». Amnesty ha denunciato come «il campo de La Barbuta non sia conforme ai criteri per un alloggio adeguato, come definiti dal diritto internazionale, e costituisca segregazione residenziale», mentre per il rapporto di Errc è evidente «la consistente criticità insita nelle politiche di segregazione delle comunità Rom.

Si riporta il deterioramento constatato e i danni subiti dai Rom attraverso la segregazione abitativa in sistemazioni quali “La Barbuta”». Uno schieramento ufficiale di due enti così importanti era già un grande passo avanti per la battaglia portata avanti dall'Associazione 21 luglio assieme all'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi). Ma un altro passaggio dell'udienza è stato giudicato «molto positivo» dallo stesso Stasolla.

«Il giudice, di sua iniziativa, ha chiamato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il prefetto di Roma: segno – sottolinea il presidente dell'Associazione 21 luglio – che voglia approfondire l'argomento ». La battaglia legale è ancora lunga, ma Stasolla chiarisce i possibili clamorosi sviluppi che potrebbe prendere. «Noi vogliamo che sia riconosciuto il profilo discriminatorio di questi campi organizzati solo per i rom: se dovessimo avere ragione – dice Stasolla – questo sarebbe il primo pronunciamento giuridico di questo tipo in Europa e metterebbe in discussione l'esistenza dei campi rom istituzionali così come sono intesi ora».

Il prossimo passo dell'udienza, come chiarisce Stasolla, sarà dunque la spiegazione dovuta al giudice dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal prefetto di Roma su quanto deciso durante lo stato di emergenza per la questione rom. In una nota precedente all'udienza, l'Associazione 21 luglio aveva ricordato come, «malgrado il governo Monti abbia espressamente chiarito la necessità di superamento del modello dei campi per combattere l'isolamento e favorire percorsi di interrelazione sociale, pur nel rispetto delle consuetudini abitative dei rom e dei sinti, il Comune di Roma ha continuato la sua azione nel reiterare la creazione di spazi abitativi di grandi dimensioni, isolati dal rimanente spazio urbano e dedicati esclusivamente alle comunità rom attraverso la costruzione e l'assegnazione del «villaggio attrezzato» La Barbuta, destinato a ospitare 650 rom della capitale».

Da lì è partita la battaglia legale di Asgi e Associazione 21 luglio per dimostrare che «il “villaggio attrezzato” La Barbuta debba considerarsi discriminatorio – e quindi illegittimo – già per il solo fatto di rappresentare una soluzione abitativa di grandi dimensioni rivolta a un gruppo etnico specifico e comunque priva dei caratteri tipici di un'azione positiva».

Tiziano Pompili

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