A Roma 500mila uomini vittime di soprusi da parte di donne

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Circa 500mila uomini a Roma vittime di violenza da parte delle donne. Questo il dato a livello locale che emerge dalla prima indagine italiana sulla violenza della quale sono vittime soggetti maschili, presentato durante l'incontro "Violenza subita dagli uomini: oltre 6 milioni le vittime", organizzato dal consigliere Pdl, Ludovico Todini.

«Il dato nazionale rispecchia un dato romano allarmante, ovvero circa 500mila uomini sono vittime di violenza. E' importante, quindi, non sottovalutare l'indagine, non analizzando più la questione solo unilateralmente ma da oggi anche dal punto di vista maschile. – ha detto Todini -. Quindi quello che è il centro "Sos Donna" aperto a Roma h24 dovrà cambiare forma ed essere considerato un "Sos Persona", a cui possano fare riferimento sia gli uomini che le donne perché credo sia importante non avere più differenziazioni di genere su questo argomento.

Quindi porterò avanti tutti gli atti formali in assemblea, come mozioni, delibere e interrogazioni, affinché muti questo importante servizio». Secondo Fabio Nestola, curatore Centri Studi Fenbi ed Ecpat, «questo studio va a colmare un vuoto informativo, istituzionale. Esistono dati infiniti per quanto riguarda la violenza nei confronti delle donne, ed è doveroso, ma non esiste nulla nel nostro paese per la violenza a ruoli invertiti. E' curioso, invece, che esistano studi a livello internazionale e parlo di Filippine, Messico. 

Quindi è uno studio che va ad analizzare il concetto di violenza come concetto astratto e per farlo abbiamo usato lo stesso schema utilizzato dall'Istat alcuni anni fa per svolgere un'indagine conoscitiva rivolta all'utenza femminile, quindi domande su: violenza psicologica, fisica, sessuale e su atti persecutori».

«Esiste una violenza fisica fatta dalla donna con modalità maschile. Quello che secondo me merita particolare attenzione – ha aggiunto Sara Pezzuolo, psicologa giuridica – è la violenza psicologica. Per quanto riguarda, invece gli atti persecutori, si è visto che il fenomeno è presente in maniera leggermente inferiore ma esiste. Forse bisognerebbe capire che la violenza va condannata a 360 gradi e pensare quindi a delle contromisure».