Continuano le occupazioni dei licei

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E' ancora altissima la tensione sul tema della scuola. Dopo le polemiche seguite alla manifestazione studentesca di mercoledì (il bilancio parla di otto ragazzi arrestati e otto denunciati, 144 identificati, decine di feriti tra i manifestanti e 16 tra le forze dell'ordine), ieri è arrivata la notizia di altre due occupazioni.

La prima di queste è estremamente significativa perchè riguarda il liceo “Tasso”, lo storico ginnasio della capitale. Qui si è verificata una situazione controversa perchè gli studenti, dopo il voto in una affollata assemblea, hanno occupato la loro scuola per la difesa del diritto all'istruzione e contro le politiche del governo Monti.

Secondo quanto riportato dall'esponente romano del Prc-Fds e presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII, Giovanni Barbera, successivamente si sono registrati alcuni problemi con la preside e il vicepreside che hanno provato ad impedire tale occupazione, minacciando gli studenti di chiamare la polizia che sarebbe arrivata poco dopo, ma senza intervenire. «Alcuni genitori presenti – racconta Barbera – hanno contestato l'atteggiamento di preside e vicepreside e, aprendo un varco tra i bidelli, hanno permesso agli studenti rimasti fuori dalla scuola, a cui veniva impedito l'accesso ai locali del iceo, di raggiungere gli occupanti».

Nella notte tra mercoledì e ieri è stato occupato anche il “Socrate”, altro storico liceo classico del quartiere Garbatella. «La nostra mobilitazione – ha spiegato il Fronte della gioventù comunista in una nota – si colloca all’interno di un movimento più ampio che stiamo costruendo insieme agli altri istituti del territorio, con cui stiamo lavorando in un coordinamento delle scuole di Roma Sud che comprende una quindicina di istituti».

Gli studenti del liceo classico Goffredo Mameli, infine, hanno organizzato in modo totalmente autonomo una manifestazione a piazza Euclide «per dimostrare la posizione fortemente critica nei confronti di questo Governo che ci è stato presentato come il massimo del bene, ma che fino ad ora ci è sembrato tutto il contrario».

Tiziano Pompili
 

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