Strade allagate, incubo viabilità

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Scene di panico ieri mattina sulla via Flaminia. Centinaia di automobilisti si sono ritrovati intrappolati in auto, bloccati in strada, a causa dell'allagamento del sottopasso di Tor Di Quinto che ha provocato la paralisi del traffico in tutto il quadrante Roma nord.

Per quattro interminabili ore i romani che abitano in zona hanno fatto i conti con tragitti in strada a passo d'uomo nell'incertezza di poter raggiungere ognuno la propria meta. Alcuni hanno anche accusato dei malori in auto, qualcuno ha dovuto informare l'ufficio del grave ritardo, altri hanno rinunciato e sono tornati indietro appena potuto. Chi ha optato per l'utilizzo del trenino che porta a piazzale Flaminio ha trovato le banchine e i convogli sovraffollati. «È stato un’inferno – ha raccontato Alessandra – sono uscita di casa a Sacrofano alle 7 e sono arrivata al Gemelli per discutere il Master in ritardo di ore, trafelata e sudata».

Stessa situazione in Corso Francia, via Salaria e sugli svincoli del raccordo anulare all'altezza della Cassia. L'esondazione dell'Aniene ha lasciato il segno anche sulle stazioni ferroviarie: Due Ponti e La Celsa, già inaccessibili da mercoledì, sono rimaste chiuse anche ieri per l'acqua nei sottopassi. E mentre la protezione civile continuava il monitoraggio del Tevere che durante tutto l'arco della giornata ha continuato a scendere di livello riportando la situazione fuori pericolo, altre strade continuavano a finire sott'acqua.

In zona Decima, municipio XII, sono state chiuse via Sabatini da piazza Hazon a via Castaldi per allagamento. Idem per via Lopresti, via Mascerpa e zone limitrofe a causa di enormi flussi di acqua che fuoriuscivano dalle fogne bianche. I viadotti di Prati Fiscali e di Castel Giubileo chiusi mercoledì, ieri sono tornati accessibili alla circolazione, ma diverse squadre dei pompieri hanno lavorato incessantemente con le idrovore in zona Conca D'Oro per assicurare il deflusso dell'acqua straripata dall'Aniene e impedire l'allagamento delle strade intorno.

Il Municipio XX ha subito diversi danni: la sede del parlamentino ha dovuto chiudere ieri dopo che l'acqua negli scantinati ha raggiunto quota un metro. Molti residenti in via Cantalupo in Sabina, a rischio alluvione, hanno preferito dormire da parenti e amici per precauzione, mentre la palestra di Labaro messa a disposizione dal Municipio non è stata utilizzata. Infine, i nomadi del campo sulla Tiberina sono stati sgomberati per precauzione e trasferiti nei locali dell'ex Fiera di Roma.

Elena Amadori