Fiumicino, l’aeroporto è sommerso dai rifiuti

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Sporcizia, sit-in a oltranza, proteste di decine di lavoratori delle diverse aziende che operano allo scalo romano. Dipendenti incatenati da oltre due settimane, cortei improvvisati, striscioni. All’aeroporto di Fiumicino è ormai emergenza.

Quanto sta accadendo è emblematico della gravissima crisi occupazionale che ha investito l’aeroporto dove le vertenze continuano ad allungarsi. Ed intanto le hall del Leonardo da Vinci e gli spazi esterni all’aerostazione sono invasi da cartacce, bottiglie vuote e rifiuti di ogni genere perché gli addetti alle pulizie sono in stato di agitazione. Anche le toilette sono abbandonate e sudice. Viene garantito il servizio minimo di igiene ma, a constatare il degrado attuale, sembrerebbe nemmeno quello. Uno spettacolo indecoroso per un hub internazionale.

Al Terminal 1 i 69 lavoratori dei trolley service sono in presidio da settimane in attesa che “qualcosa si sblocchi”. Per loro, dopo che l’azienda per cui lavoravano ha perso la gara d’appalto con una società che ha fatto un’offerta al ribasso del 60%, vi è il rischio concreto di essere licenziati in quanto in questi casi, non essendo dipendenti dell’handling, non verrebbe applicata la clausola sociale. Venerdì è tornato a interessarsi del loro caso l’assessore capitolino Davide Bordoni, che si è recato ad incontrarli, e giovedì il sindaco Gianni Alemanno che ha inviato una lettera a Aeroporti di Roma, la società che gestisce lo scalo.

“Novità dovrebbero esserci lunedì: la situazione è all’attenzione della Pisana”, spiega intanto Vincenzo Pasculli, responsabile del circolo del trasporto aereo Pd di Roma. In programma per martedì 20 novembre, all’hotel Cancelli rossi di via Portuense, a Fiumicino, un dibattito sulla crisi aeroportuale. Tra gli altri interverranno Miccoli e Gasbarra, Pd. In agitazione anche i 44 dipendenti dei duty free che hanno improvvisato cortei appena fuori l’aeroporto e poi si sono seduti a terra, tutti insieme, in segno di protesta.

«Qui c'è una realtà di disagio totale: l’aerostazione è in pessime condizioni. C’è gente che manifesta, un sit-in in pianta stabile, realtà diverse accomunate dalla stessa finalità ovvero la perdita del posto di lavoro», spiega Palmira Rondinara, una lavoratrice della World Duty Free Group che ha una procedura di mobilità aperta. «E tutto questo accade a Fiumicino, al Leonardo Da Vinci, non in un aeroporto secondario. Una vera vergogna», conclude, chiedendo «un po’ di visibilità: un semplice sostegno che per noi è indispensabile».

Maria Grazia Stella